(16 febbraio 2014) Ulver - Roma - Circolo degli Artisti

Info

Area:Other Area
Provincia:RM
Costo:22€
Esattamente tre mesi fa (era il 16 Novembre, e, casi della vita, anche oggi è 16) ero a Parma, al Teatro Regio, per assistere allo show degli Ulver, per l’occasione con tanto di orchestra alle spalle. Inutile dirvi che si è trattato di uno spettacolo che definire emozionante è dire poco. Ed è per questo che quando ho visto che sarebbero venuti di nuovo a suonare in Italia in formazione standard c’ho pensato più di una volta riguardo l’ipotesi di tornare a vedermeli, tanto era bello il ricordo della performance precedente. E anche perché avevo il dubbio che, dopo averli visti con l’orchestra, difficilmente sarebbero riusciti ad emozionarmi altrettanto in un concerto più “normale”, complice anche la location, quel Circolo degli Artisti di Roma che non è certo famoso per la sua acustica perfetta.



Beh, nonostante questi dubbi ho deciso comunque di partire alla volta della capitale per vedere se i norvegesi fossero riusciti a sorprendermi. Arrivo al Circolo con largo anticipo, i maniaci del calcio sono assiepati all’esterno per assistere alla partita della Roma sul maxi schermo, quindi ho il tempo di scambiare qualche chiacchiera e di bere qualche birra. Gli ultimi calci al pallone, il recupero, ed ecco che quando sul campo ancora se le davano di santa ragione, alle 22.30 precise iniziano ad arrivare i primi suoni dall’interno del locale.

Mi fiondo dentro e delle luci soffuse fanno da cornice all’ingresso on stage dei nostri. Scenografia minimale (uno schermo sul quale venivano proiettate immagini di vario tipo a seconda del brano che stavano eseguendo), luci basse e per lo più sul viola/blu, con qualche sprazzo di rosso qua e là, ed ecco che si inizia a fare sul serio, con “Dressed in black”. Sul palco la classica consolle condivisa da Garm e Jørn, che vengono poi raggiunti, durante il crescendo del brano, dagli altri membri della band, che un po’ alla volta si inseriscono e contribuiscono alla crescita sonora del pezzo. Senza lasciarsi troppo andare nei confronti del pubblico, i nostri proseguono lo show, che diventa una sorta di trip mistico, con i brani alcune volte soltanto accennati e poi dilatati talmente tanto da renderli quasi irriconoscibili.

L’audio, incredibilmente, è ottimo (la vera sorpresa della serata), segno che evidentemente il loro fonico sa bene dove mettere le mani, e questa è una fortuna, in quanto sono talmente tante le sonorità che si sovrappongono in un vortice claustrofobico (campionature, piano, synth, chitarra, basso, batteria, percussioni), che se così non fosse avremmo assistito ad uno scempio acustico di dimensioni bibliche. “Glamour box (ostinati)”, “Nowhere/Catastrophe”, si intersecano ad un paio di brani inediti, contribuendo a rendere incredibile il nostro personale viaggio extradimensionale, avvolgendoci con un muro sonoro notevole (l’audio era particolarmente alto) che ci lascia un po’ stralunati alla fine di ogni composizione. Poco tempo per riprenderci, ed ecco che di nuovo veniamo rapiti dagli Ulver (fino alla conclusione, affidata a “Eitttlane”, unico (ma ampiamente sufficiente) bis della serata), quasi degli UFO, sicuramente veri campioni nel fare quello che fanno.

Già, ma in definitiva cosa fanno? Qual è il loro genere? Difficile riuscire ad ingabbiarli dentro una definizione, troppo stretta per racchiudere tutto quello a cui ci hanno abituati negli ultimi 10/12 anni. Fatto sta che le quasi due ore di concerto sono volate via in maniera incredibile, calcolando, peraltro, che Garm ha limitato al minimo le parti cantate, i brani sono stati quasi interamente strumentali e di certo non di facile ascolto. Ma quando la classe è innata si riesce anche in imprese come questa. Ben vengano, quindi, altri 100 show degli Ulver… la prossima volta non ci penserò neanche un secondo quando si tratterà di decidere se tornare o meno a vedere un loro concerto. E se voi non l’avete ancora fatto, beh, vi siete persi grandi cose…

Prima di chiudere un ringraziamento particolare a Christian Briziobello, ufficio stampa Circolo degli Artisti.
Report a cura di Roberto Alfieri

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