Introduzione Letteratura e heavy metal: due mondi che, al novizio, possono sembrare estremamente lontani, essendo il primo da sempre ambito esclusivo di artisti e bacino di cultura “istituzionale”, il secondo spesso catalogato alla stregua di musicaccia rumorosa per orecchie forti.
Ed invece, scavando e cercando, l’attento ascoltatore si trova davanti un mondo completamente costellato di citazioni, prestiti artistici, vere e proprie mutuazioni di intere opere, asservite alla causa del metallo. Questo breve e di certo non esaustivo articolo intende trattare alcune delle opere, e degli autori, più importanti, o semplicemente più famosi, che tanta fortuna hanno riscosso nel nostro amato mondo di chitarre e distorsori. Ovviamente la lista delle segnalazioni è virtualmente infinita; il vostro contributo, pertanto, potrebbe essere utile fonte di continuo aggiornamento. Segnalateci brani, o dischi, del vostro gruppo preferito, che citano o si rifanno a grandi opere della letteratura. Il nostro staff si occuperà di stilare un articolo apposito.
Inizia qui, dunque, il nostro viaggio all’interno di due mondi affascinanti e preziosi, come quello della letteratura e dell’heavy metal. Ringraziamo exDeath per l’ispirazione, e buona lettura!
Capitolo 1 Samuel Taylor Coleridge – “The Rime of the Ancient Mariner” La “Ballata del vecchio marinaio” è un poemetto scritto nel 1798, costituente l’introduzione alle famosissime
"Lyrical Ballads" dello stesso Coleridge e di William
Wordsworth. Siamo nel pieno del romanticismo inglese, e lo scritto è proprio uno degli emblemi della nascente cultura romantica, che tanto successo avrà in tutta Europa, soprattutto nella Germania di inizio secolo. Il poema narra la storia di un marinaio che, in occasione dei festeggiamenti per un matrimonio, intrattiene con insistenza un ospite, al quale decide di narrare la propria storia. È la storia di una maledizione, attirata dall’allora giovane marinaio sulla sua nave a causa di un insano gesto compiuto da lui stesso – l’uccisione di un albatros in un giorno di tempesta. Il gesto causa una strage tra la ciurma della nave, le cui vite vengono giocate a dadi da Morte e Vita-in-Morte, due entità sovrannaturali. La sua salvezza rocambolesca verrà segnata dalla maledizione di dover raccontare, per tutta la vita, la sua avventura, come monito morale verso l’umanità.
Iron Maiden – “Rime of the Ancient Mariner”Il poema diventa l’ispirazione per l’omonimo brano, “Rime of the Ancient Mariner”, composto da Steve Harris, suonato dagli
Iron Maiden ed inserito come ultima traccia dell’album
“Powerslave”, il quinto della band, del 1984. Nel brano, una lunga suite di quasi 14 minuti, vengono citati direttamente alcuni passi del poema, sia nelle strofe, sia in un intermezzo, in cui i versi sono declamati da Orson Welles. Il brano divenne un classico della band, nonché il brano più lungo mai inciso dagli Iron Maiden, ed occupò un posto d rilievo nella scaletta del
World Slavery Tour, gigantesco tour di supporto all’album, dalle cui date nacque il famosissimo
“Live after Death”.
Ci vediamo mercoledì prossimo con la seconda puntata, una puntata "epica"!