Non mi perderò in tanti giri di parole: questa serie di articoli (o almeno spero di riuscire a dare una continuità seriale, ma allo stato attuale non posso assolutamente garantirvela) serve, come si può evincere già dal titolo, al solo scopo di trattare in
estrema sintesi alcune delle uscite del
mese precedente (in riferimento a quello in cui uscirà l'articolo) che, per questioni di tempo, o semplicemente perché non si può essere a conoscenza di ogni singolo prodotto del vasto orizzonte dell'
Estremo, sono sfuggite all'attenzione della nostra redazione, così da rendervi noto un numero di titoli più ampio di quello che già vi abbiamo fornito.
P.S. La necessità di essere tempestivi e di coprire in maniera approfondita le nuove release potrebbe comportare un tono leggermente più sommario di queste nostre righe, quantomeno in alcuni frangenti, in assenza della possibilità di approfondire, come in sede di vera e propria recensione, tutto ciò che gravita intorno alle band trattate.
Qui di seguito, un piccolo elenco di opere degne di nota pubblicate a
settembre 2026, affiancate da una
brevissima valutazione.
1) Archgoat — "Nightbringer, Lightbringer"
Label: Debemur Morti Productions
I maestri del Bestial metal finlandese
Archgoat ci presentano nuovamente la loro classica pozione sulfurea, composta da dinamiche Black/Death ben amalgamate con il tipico impianto grezzo del genere, su cui, forse in misura ancora più ampia che in altre uscite, ben si inseriscono i rallentamenti Doom marci che tanto di frequente si trovano in questo tipo di platter. Pur non innovando alcunché, i tre finlandesi riescono ad arricchire il loro magma sonoro ruvido e selvaggio con leggeri tocchi atmosferici, capaci di rendere ancora, dopo tanti anni, interessante la loro proposta, che con questo
"Nightbringer, Lightbringer" taglia il traguardo del sesto full-length.
Voto: 7,52) Beyond Seventh Dimension — "Tähtien ikuinen suru"
Label: Inverse Records
Siamo sempre in Finlandia, con una nuova formazione composta da soli due elementi già attivi in altre realtà underground locali, e quello che ci viene presentato è un Atmospheric black metal dal suono gelido e cristallino, in cui si inserisce anche un'ampia gamma di melodie e qualche clean vocal, un po' sulla scia di realtà come gli storici connazionali
Thy Serpent, o formazioni inglesi come
Saor e
Fuath, o i russi
Elderwind e i norvegesi
Eldamar.
Sublimi sono le partiture ambient e il pathos naturalistico e al tempo stesso etereo, segreto, mistico, conferito anche da linee vocali che ben si alternano tra scream e growl, dove trova respiro perfino un leggero tocco sinfonico con sottili tratti gotici (probabilmente retaggio del background di
Saku Moilanen, attivo anche con i
Before the Dawn).
Voto: 7,53) Hail Conjurer — "Abyss & Ekstasis"
Label: Crypt of the Wizard
Ebbene sì, siamo nuovamente in Finlandia, con una band che, sono sincero, ancora non conoscevo, nonostante con questo
"Abyss & Ekstasis" sia già pervenuta al ragguardevole traguardo del decimo full-length (in soli dieci anni!).
"Abyss & Ekstasis" esplora tematiche esistenziali legate alla dimensione carnale, all'essere abissale, all'ignoto, al rapimento notturno e alla lussuria, alle illusioni dualistiche e a tutto ciò che ha a che vedere con il peccato e il profano, e lo fa egregiamente con una forma di Black metal dai toni occulti estremamente accentuati, la quale si muove costantemente tra frangenti tipicamente neri di fattura atmosferica, passaggi Doom funerei, urla e situazioni Depressive, e sporadiche accelerazioni iconoclaste, fino a sfociare in incursioni su territori limitrofi al Noise.
Indubbiamente, realtà come il
Conte, i
Barathrum dei primi album e i
Beherit di
"Drawing Down the Moon" (1993), e altresì
Nortt ed
Elysian Blaze, sono nomi a cui riferirsi per comprendere la musica di
Harri Kuokkanen (su cui si regge l'intero progetto).
Una dimensione sonora alienante e malsana come raramente capita di incontrarne allo stato dell'arte attuale: con le giuste rifiniture si potrebbero raggiungere livelli di eccellenza.
Voto: 7,54) Nordicwinter — "A Hopeless Dawn"
Label: Naturmacht Productions

Il nono full-length dei
Nordicwinter è un perfetto esempio di Black metal atmosferico dai tratti Depressive che affonda le sue radici nel manto nevoso dell'inverno, in quel bianco che, solo, riesce a riflettere tanto la purezza dell'amore quanto l'anonimia della solitudine: vera forza propulsiva di ogni depressione melanconica.
Un album magistrale che si muove tra la scuola canadese di
Sombres Forêts, Sorcier des Glaces, Cantique Lépreux etc. e altre realtà affini come i finlandesi
Kalmankantaja (non quelli degli esordi), o gli statunitensi
None ed
Ash Borer.
Un'opera in grado di immergere in un mondo onirico desolante e permeato dalla magia di un animismo palpabile che incorona l'assenza, rendendo pervasivamente presenti gli scomparsi.
Indubbiamente, una delle migliori release dell'anno.
Voto: 85) Tombstalker — "Chaos Monolith"
Label: Awakening Records
"Chaos Monolith" è il secondo full-length per gli statunitensi che, tuttavia, giocano molto con il classico pedale di distorsione
Boss HM-2, tanto caro al Death metal svedese, mantenendo inoltre stretta a sé anche una forte matrice Thrash metal e ricordando, in certi frangenti, persino i
Bolt Thrower dei primordi, ma non solo, poiché — proprio come avvenne in seguito per gli inglesi — i
Tombstalker presentano inoltre strutture rocciose, telluriche, con riff che si muovono su mid-tempo schiacciasassi e frangenti più melodici, sinistri, densi di tritoni e limitrofi al Doom, affini sia a realtà come
Asphyx e
Hail of Bullets, sia ai più classici
Autopsy; e altresì dinamiche dal taglio più epico e vagamente vicine al Melodic Death (
Unleashed e
Paganizer, giusto per fornirvi un paio di esempi).
Un disco che mostra una band non ancora pervenuta al suo pieno sviluppo e che, probabilmente, necessita ancora di alcune rifiniture, anche per quanto concerne le fasi di bilanciamento dei suoni.
Voto: 76) Demonic Manifestation — "Grimshrine"
Label: Personal Records
I
Demonic Manifestation sono un combo messicano e con
"Grimshrine" giungono al loro terzo full-length, proponendoci un Death metal feroce, con una produzione old-school ben riadattata ai tempi odierni che ben si sposa con il taglio Swedish della propria musica, sulla scia di
Dismember,
Entombed,
Grave e
Desultory, a cui si somma una matrice Doom cadaverica che a tratti ricorda gli statunitensi
Incantation. Tutto ciò viene impreziosito da un'impostazione più fredda e distaccata che cela texture di sottofondo oscure e dona una dimensione profonda, quasi "atmosferica", conformemente a quanto avviene negli ultimi anni in ambito Death metal.
Voto: 7,57) Sworn — "Null Crowned the Infinite"
Label: Independent
I norvegesi
Sworn si riconfermano come uno dei baluardi e dei migliori esempi del Melodic black metal moderno. Raramente è riscontrabile una classe cristallina così pura, immaginifica, ricercata, complessa e al tempo stesso orecchiabile. Il meglio della tradizione scandinava di
Dissection, Keep of Kalessin, Ancient, Naglfar, Dawn etc. condensato in un costrutto personale e dal tasso emotivo altissimo.
"Null Crowned the Infinite" riesce come pochi altri a incarnare l'essenza della Fiamma nera: nichilismo sonoro, pathos drammatico, sensazioni oniriche e un senso di astrattezza tanto potente quanto, ossimoricamente, nel suo essere totalizzante, palpabile:
più concreto di ogni altra concretezza.P.S. Per una trattazione più esaustiva sul gruppo vi consigliamo di leggere la splendida recensione del precedente
"A Journey Told Through Fire" (2023), realizzata dal nostro
Alessandro Zaina.
Voto: 8