Blood And Iron, un filo lungo che lega musica dura a cinema horror, parte seconda

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Pubblicato il:13/04/2026
Parte 2: L’esplosione ed il consolidamento

Siamo finalmente arrivati nel 1980, ma nonostante dall’Inghilterra stesse nascendo la New Wave Of British Heavy Metal che darà il via al movimento metal che tutti conosciamo ed amiamo, nel cinema horror non era entrata nel novero dei commenti musicali da inserire per i registi, non ancora.
Difatti abbiamo due scelte diverse da parte di un regista che ho già trattato nel capitolo precedente ed uno invece abbastanza atipico, non abbonato al genere ma che in questo frangente ha fatto il classico capolavoro.
In questo primi anno del nuovo decennio, abbiamo due pellicole come “Inferno” (Dario Argento, 1980), secondo capitolo della “trilogia” già citata in precedenza che avrà le musiche composte e anche suonate dal tastierista dei grandi ELP, Keith Emerson in collaborazione col direttore d’orchestra Geodfrey Salmon, due brani risaltano nella partitura quasi tutta orchestrale, il pezzo prog rock “Taxy ride” e la grandiosa “Mater Tenebrarum”, brano prog sinfonico eccellente.
La seconda è “Un Lupo Mannaro Americano A Londra” (John Landis, 1981), dove al più classico commento musicale ad opera di Elmer Bernstein, ecco che il regista americano inserì tre versioni del brano “Blue moon” in tre momenti diversi; durante i titoli di testa, nell’iconica scena della trasformazione e nei titoli di coda, ma inoltre all’interno venne anche aggiunto il brano dei Creedence Clearwater Revival, “Bad moon rising”, tutti brani a tema lunare, quindi ad hoc con la tematica trattata.

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Ma di musica dura ancora nulla, uno dei pochi riferimenti duri, anche se da angolatura diversa sarà per la colonna sonora di “Tenebre” (Dario Argento, 1982), ritorno al giallo del regista romano che si avvarrà del ritorno di tre musicisti a noi noti perché facenti parte dei Goblin degli anni ‘70 ma che per motivi contrattuali dato che la formazione prog rock era ancora attiva con musicisti diversi e su progetti cinematografici diversi, venne creata la formazione Simonetti, Pignatelli, Morante, col ritorno di Simonetti ad una forma più “rock” dopo la svolta dance; con questa colonna sonora di rock elettronico ma dai riff durissimi, il trio centrò l’obbiettivo adattandosi all’epoca ma senza perdere coerenza, adottando strumentazioni nuove come il vocoder oppure la batteria elettronica tanto per dire, famosa fu la titletrack che venne presentata nel programma televisivo della Rai, “Discoring” condotto da Claudio Cecchetto.
Ma tempo tre anni e Simonetti bissò sempre per il maestro italiano dell’horror, Argento la colonna sonora di “Phenomena” (1984); che oltre al tastierista di origine brasiliana (per conoscere meglio la vita artistica e non solo del grande musicista, figlio del grande Enrico, vi consiglio il libro edito da Tsunami nel 2017, scritto dallo stesso Simonetti, “Il Ragazzo D’Argento” ) aveva vari musicisti come Frankie Goes To Hollywood, l’ex Stones, Bill Wyman, Andi Sex Gang ma soprattutto annoverava i brani della band heavy metal Iron Maiden, “Flash of the blade” e “Locomotive” dei Motörhead.

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Lo stesso anno ecco Argento però nelle vesti di produttore per il primo capitolo di “Dèmoni” diretto da Lamberto Bava.
La colonna sonora venne composta e suonata da Simonetti ma con l’aggiunta di vari artisti in voga all’epoca tra cui The Adventures, Billy Idol, Go West ma anche artisti metal come Mötley Crüe, Saxon, Scorpions, Accept; una curiosità, la versione inglese del film aveva una leggera differenza nell’uso dei brani con i Pretty Maids inseriti nella soundtrack al posto degli Scorpions.
Anche negli States, qualcosa si muoveva, per la pellicola diretta da Charles Martin Smith, “Morte A 33 Giri" (1986), la trama ruota attorno ad un giovane metallaro, disadattato, vessato dai compagni di scuola che per vendicarsi, resuscita tramite un vinile suonato al contrario il suo musicista metal preferito morto tragicamente; il film è un vero tributo al genere con le copertine degli LP in bella mostra, tra cui i Megadeth di Dave Mustaine, le comparsate di musicisti hard/metal famosi come Gene Simmons dei Kiss nel ruolo del Dj amico del protagonista oppure di Ozzy Osbourne nei panni di un predicatore televisivo; non solo all’interno del film ci sono brani anche dei Fastway, ovvero la band dell’ex chitarrista dei Motörhead, Eddie Clarke.

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Per il terzo capitolo della saga dedicata a Freddy Krueger, “Nightmare 3, I Guerrieri Del Sogno” (Chuck Russell, 1987), furono inseriti i Dokken con i brani “Into the fire” e “Dream warriors”, questo poi venne usato come videoclip promozionale con la band al completo interagendo con gli attori protagonisti Patricia Arquette e Robert Englund, ma non è tutto, sempre lo stesso anno ecco John Carpenter che nel suo film “Il Signore Del Male” comparve il grande Alice Cooper (che già aveva interpretato un ruolo nel horror thrash italiano “Monster Dog” l’anno precedente diretto da Claudio Fragasso), il quale compose e suonò la titletrack, “Prince of darkness”.



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Il metal diviene anche uno dei motivi scatenanti nell’horror “Non Aprite Quel Cancello” (Tibor Takàcs, 1987).
Chiudiamo il tutto con la pellicola del 1988, “Sotto Shock” (Wes Craven), un horror con parti di commedia dove la colonna sonora aveva al suo interno brani rock/metal di band e musicisti come, Megadeth, Bonfire, Iggy Pop e la titletrack è stata suonata dal supergruppo The Dudes Of Wrath che aveva al suo interno Tommy Lee dei Mötley Crüe, Paul Stanley dei Kiss e Rudy Sarzo ex Quiet Riot.
Per completismo occorre citare gli australiani AC/DC, che fecero il commento musicale del film scritto e diretto da Stephen King nel 1986, "Brivido", tratto dal suo breve racconto, "Camion" presente nell'antologia di racconti, "A Volte Ritornano" del 1978, lo stesso King compare con un cameo durante i minuti iniziali; altro film che annovera formazioni heavy metal nella colonna sonora a commento della pellicola è "Opera" di Dario Argento del 1987 che annoverava al suo interno gli italiani Steel Grave e gli scandinavi, Norden Light.
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Articolo a cura di Matteo Mapelli

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