Copertina 6

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2008
Durata:45 min.
Etichetta:Cruz Del Sur
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. HIJACK THE NIGHT
  2. NIGHT OATH
  3. THE TURNING STONE
  4. WOMANIZE
  5. HEAT FEELER
  6. OL’ GIRL
  7. GREEK FIRE
  8. 500 MORE

Line up

  • Mark Hoffman: vocals, guitars
  • Nate Perry: guitars, vocals
  • Darren Amaya: bass
  • Greg Spalding: drums

Voto medio utenti

Dopo l’ottimo “Brutality, majesty, eternity” (2005, Scarey Rec.) avevo perso le tracce del quartetto di Chicago. A tre anni di distanza li ritrovo con il presente “Freedom metal”, nuovamente pubblicato da una piccola label italiana, la Cruz Del Sur.
Purtroppo la crescita che auspicavo non si è verificata, ed oggi i Bible of the Devil mostrano piuttosto una preoccupante involuzione. Tutte le varie ed interessanti sfumature che arricchivano il loro sound fortemente retrò sono svanite, lasciando soltanto l’essenza Maideniana di un metal in tutto e per tutto primi anni ’80.
L’epicità delle linee vocali, i cenni di cupa bellicosità, l’incedere marziale e trascinante, hanno lasciato il posto ad una semplice replica degli elementi di base NWOBHM, senza la minima intenzione di darne una lettura personale.
L’imitazione dei duetti chitarristici di marca Murray/Smith ha raggiunto i limiti delle cover bands, mentre i bei cori battaglieri sono ridotti ad un roco ricalco del DiAnno dell’epoca. Ma anche volendo ignorare l’aspetto ostinatamente derivativo del lavoro, scarseggia fortemente la passata vivacità del songwriting.
I momenti di maggior efficacia sono concentrati nella parte iniziale. “Hijack the night” è un roccioso metal anthemico che potrebbe essere stato scritto trent’anni fa; “Night oath” segue la medesima scia con un respiro leggermente più melodico. Poi il disco si affievolisce su una routine demodé, mancando inoltre di reale esplosività. A poco valgono nel finale i pallidi tentativi di riaffermare le venature epic-metal, vedi “Greek fire”, perché il risultato si rivela piuttosto fiacco e scontato.
Un vero peccato, visto che i Bible of the Devil parevano in grado di recuperare lo spirito della classicità heavy, aggiornato ai tempi moderni. Invece questo lavoro è soltanto un prodotto fuori dal suo tempo, roba per nostalgici incalliti ma privo dell’autenticità degli originali. Speriamo dunque che la band americana ritrovi lo smalto degli esordi, altrimenti rischia di rimanere completamente ignorata.

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