Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:2008
Durata:38 min.
Etichetta:Locomotive
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. 1. CARDIAC ARREST
  2. 2. CAN'T STOP
  3. 3. I DON'T WANNA DIE
  4. 4. CRYING EAGLE
  5. 5. UNNATURAL HIGH
  6. 6. JUDGEMENT DAY
  7. 7. WHO'S NEXT
  8. 8. ZOMBIE
  9. 9. SHOOT TO KILL
  10. 10. L.U.S.T

Line up

  • Randy Piper: guitars
  • Johan Koleberg: drums
  • Rich Lewis: vocals
  • Nalle Pahlsonn: bass

Voto medio utenti

Non avevo e non ho ascoltato "Violent new breed", che due anni fa aveva segnato il ritorno discografico dell'ex WASP Randy Piper, compagno di Blackie Lawless nella prima incarnazione di quella che è stata una delle più grandi hard rock band di sempre.
Incuriosito poi dal gran parlare che è stato fatto su web di questo nuovo "Virus", ho pensato che poteva valere la pena di dare una chance al buon Randy.
Mai scelta si rivelò più vincente. Questo disco spacca il culo. E spacca il culo di brutto. Basta, la mia recensione potrebbe terminare qui. Se vi piace l'hard rock selvaggio e indiavolato, senza compromessi di sorta, ma con grandi melodie da classifica, comprate e impazzite. Nel caso non vi bastasse, vi dò comunque un paio di riferimenti.
Il disco dura 38 minuti. Già, sembra poco, ma vi assicuro che va bene così. Non se ne può più di produzioni che oltrepassano l'ora e che hanno già rotto le palle al terzo brano. Qui tutto serve, qui non c'è una sola nota che non sia essenziale. Bastano già i primi tre pezzi per stendere l'ascoltatore: "Cardiac arrest" è un'opener che più roboante non si può, con i riff serrati di Randy a farla da padrone e una voce, quella straordinaria di Rich Lewis, che graffia come non mai e offre un ritornello irresistibile, nella migliore tradizione di questo genere. La successiva "Can't stop" è invece più classicamente rock and roll, con un incedere scanzonato che non vi farà tenere fermo il piede. Infine, "I don't wanna die" riprende gli stilemi dell'arena rock americano, col ritornello che occhieggia sfacciatamente alla monumentale "Big city nights" (Di chi? Come di chi??). In pratica il disco è tutto qui. Le altre canzoni, tutte di incredibile fattura, non sono altro che variazioni di gran classe del modello iniziale, con un risultato che più vincente non potrebbe essere.
Il sound e la produzione sono nel complesso molto più heavy e al passo coi tempi, per la serie, va bene guardare agli anni Ottanta, ma sfruttiamo pure tutti i ritrovati della tecnica! Interessanti anche le strizzatine d'occhio verso il class metal, come nella superba "Crying Eagle" e nella veloce "Unnatural High". Ma la vera ciliegina sulla torta è la traccia numero otto, intitolata "Zombie". Quando parte la linea melodica di Randy e Rich comincia a cantare ho come un deja vu... già, è proprio la hit dei Cranberries, ma violentata e deturpata come solo uno che ha condiviso i palchi con Blackie poteva fare! E il risultato è letteralmente fantastico! Se penso a quanto odiai quella canzone all'epoca, quanto odiavo i miei compagni di classe che se la cantavano ogni due per tre... ma questa è la riprova che a volte un buon arrangiamento può fare miracoli!
Chiude il tutto una L.U.S.T. tirata e marcia come non mai, che forse è l'episodio che più esplicitamente richiama i primi dischi degli WASP.
Da avere assolutamente. Uno di quei (pochi) dischi che possono guardare a testa alta i capolavori del passato. E adesso aspettiamo la risposta del buon Blackie...
Recensione a cura di Luca Franceschini

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