Malibu Stacey - Sei Spettatore o Superstar?

Copertina 6

Info

Anno di uscita:2008
Durata:33 min.
Etichetta:Dracma Records

Tracklist

  1. PARLO DI ME
  2. TRIP
  3. SEI SPETTATORE O SUPERSTAR?
  4. POMERIGGIO
  5. CERVELLI VENTENNI
  6. INVECE NO
  7. IO NON HO ANCORA VISTO
  8. UN’ASTRONAVE BLU
  9. GIUDA
  10. L’AMIDO
  11. D.M.D.

Line up

  • Michele: vocals
  • Gillo: drums
  • Albe: guitar
  • Andre: bass

Voto medio utenti

La Dracma Records per qualche tempo è stato l’autentico “fiore all’occhiello” della produzione discografica torinese nell’ambito del panorama hard ‘n’ heavy, una solida speranza di “riscatto sabaudo” in un settore e in un momento “storico” in cui la serietà e la professionalità delle label nostrane non erano esattamente la consuetudine.
Dopo vent’anni d’attività (recentemente festeggiati a Colonia Sonora, importante manifestazione live del capoluogo piemontese, con un’esibizione collettiva del “nuovo” e del “vecchio” roster dell’etichetta), la label che pubblicò, tra gli altri, Broken Glazz, Headcrasher, Elektradrive e le antologie “Nightpieces”, tenta un rilancio in “grande stile” con alcune nuove release, tra cui quella protagonista di questa disamina, la seconda prova dei Malibu Stacey (esordio in versione promo con “Evedrailamericanchetu”, nell’estate del 2006), dal singolare titolo “Sei spettatore o superstar?”.
La band propone un rock dall’evidente estrazione punk, ruvido, forte ed energico, che sa, però, all’occorrenza essere pure malinconico ed emozionale. I testi, in madrelingua, sono abbastanza ben congeniati, rappresentanti il punto di vista di ragazzi piuttosto giovani in maniera diretta ed immediata, non soverchiamente banale e tuttavia nemmeno troppo “ermetica” da risultare incomprensibile.
Si nota una certa ricerca di “originalità” in un ambito in cui è sempre piuttosto difficile trovarne e anche se il risultato da questo punto di vista non è particolarmente “sconvolgente”, il tentativo è apprezzabile, così come complessivamente il dischetto si offre ai Vs. ascolti garantendo discreta freschezza e canzoni di sufficiente qualità.
Personalmente prediligo il quartetto quando preme sull’acceleratore e dà libero sfogo alla sua ispirazione più arrabbiata e graffiante, mentre nei momenti maggiormente riflessivi mi sembra che sia necessario migliorare compattezza e incisività delle linee melodiche, ma le basi per “lavorare” ci sono anche sotto questo profilo e le potenzialità non mancano.
Brani preferiti: “Parlo di me”, lo squisito (e un po’ “anomalo”, nell’economia del Cd) interludio strumentale “Cervelli ventenni”, dominato dal sax dell’ospite Paolo De Angelo Parpaglione (Bluebeaters, Persiana Jones), “Un’astronave blu” (con il contributo di Diegone dei Medusa, visto anche con Caparezza) e “Giuda”.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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