Copertina 8

Info

Anno di uscita:2007
Durata:83 min.
Etichetta:Metal Blade
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. HADEAN
  2. EOARCHAEN
  3. PALEOARCHAEAN
  4. MESOARCHAEAN
  5. NEOARCHEAN
  6. SIDERIAN
  7. RHYACIAN
  8. OROSIRIAN
  9. STATHERIAN
  10. CALYMMIAN
  11. ECTASIAN
  12. STENIAN
  13. TONIAN
  14. CRYOGENIAN

Line up

  • Jonathan Heine: bass
  • Andreas Hillebrand: guitar
  • Gerd Kornmann: vocals, percussion
  • Torge Liessmann: drums
  • Nico Webers: sequencer, vocals
  • Nils Lindenhayn: visuals
  • Robin Staps: guitar, percussion

Voto medio utenti

Un oceano di musica, un universo che si espande all'infinito in modo direttamente proporzionale alla follia di questa band che stavolta ha veramente fatto il passo più lungo della gamba, e forse per una volta nella storia senza sortire un disco sotto la media, che non rispecchiasse le aspettative, una merda totale per dirla come mangio. The Ocean ormai è inutile catalogarla come la solita band con buone idee per il semplice motivo che è diventata con questo monumentale Precambrian la pietra di paragone per tutto il movimento Sludge, Post-Hardcore, Ambient, Drone, Doom... ma chiamatelo un po' come volete voi, tanto è inclassificabile. A livello pratico inizialmente sembra facile, ma in verità il concept è suddiviso in tre parti centenute in due cd, ma alla fine non è così complessa la situazione. Nel primo cd, che se considerato il minutaggio potrebbe essere un semplice EP sono contenute le prime due parti del tutto, intitolate Hadean e Archaean. Bene, in questo spazio il gruppo sprigiona in soli 23 minuti tutta la sua cattiveria, lasciando e concedendo la sperimentazione più pura al secondo disco che ovviamente contiene la terza parte chiamata Proterizoic. Tornando però a parlare di Hadean/Archaean quello che colpisce immediatamente è la virulenza dell'impatto che riescono a sprigionare, sino a toccare lidi prettamente Hardcore come in Paleoarchaean, per non parlare delle influenze vagamente Meshuggah di Mesoarchaean e Neoarchaean, tutto ovviamente condito da una lucidità di fondo che non gli fa mai perdere il senso della forma canzone, almeno per queste prime due parti. Potenti, pieni e grassi, ma anche storti e cervelloidi in pochi minuti concentrano l'aspetto più violento di questo concept, ma è con il secondo cd contenuto in questo bellissimo e psichedelico package che ci si inizia a fare male sul serio.
In 61 minuti di musica è praticamente impossibile contenere tutta l'era geologica, ma è quanto meno possibile tentarne un riassunto che tramite coordinate sonore altamente personali possano far viaggiare la mente dell'ascoltatore nei trambusti che il pianeta Terra ha dovuto (e dovrà) vivere in miliardi di anni di evoluzione. Se poi si considera il fatto che questo diario musicale è stato scritto e interpretato si, dai The Ocean, ma con una struttura da vero e proprio collettivo viste le persone che si sono avvicendate per la realizzazione di Precambrian (qui cito soltanto nove cantanti, l'orchestra filarmonica Berlinese agli archi, bassisti, chitarristi.. etc etc.) l'idea di fondo diviene molto più che ambiziosa, è quasi utopistica. Ma in questa utopia ne è uscito fuori un qualcosa di veramente particolare, basterebbe dire sperimentale, ma sarebbe comunque troppo poco. Tonian ad esempio, un perfetto mix di raffinatezza e schizofrenia, strutturata su accelerazioni, pause improvvise... atmosfere soffuse condite da voci pulite e calde, ma quando meno te lo aspetti l'inferno. Il lavoro più grande lo svolgono gli arrangiamenti, che sono perfettamente distribuiti in tutto il disco, quindi di conseguenza è inutile andare a stilare un track by track noiosissimo. Ma è impossibile non chiamare in causa Rhyacian, Calymmian e Ectasian con i loro movimenti snaturati, con quelle spericolate movenze fra Isis, Mastodon, Converge e tanta, ma quando dico tanta dico tanta, Originalità made in The Ocean. Questo album si dimostra un viaggio ricco di sfumature incatalogabili che vengono intraviste soltanto nel momento in cui ci si poggia sopra l'orecchio per poi rimanerne imprigionati. Tutto si chiude sulle note classiche di Cryogenian, e sembra veramente la Calma, ma dopo la tempesta non prima. Ribadisco, un mix di esperienze sonore difficilmente riassumibili, che vanno dal Drone allo Sludge, filtrate in paesaggi Ambient per alcuni versi, fino a soluzioni estremamente raffinate. Tutto però nel segno della lucidità e mai in quello del caos, che è comunque l'emblema del concept. Buon viaggio.
Recensione a cura di Andrea 'BurdeN' Benedetti

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