Copertina 7

Info

Anno di uscita:2006
Durata:71 min.
Etichetta:Frontiers
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. IF THIS IS THE END
  2. AS I DO 2 U
  3. HOLDING ON
  4. SEND HER MY LOVE
  5. LONELY SHADE OF BLUE
  6. THIS AINT THE LOVE
  7. DON'T WANNA SAY GOODBYE
  8. 4U
  9. STILL BE LOVING U
  10. TILL THE END OF TIME
  11. SACRED EYES
  12. BY YOUR SIDE
  13. BEGINNING 2 END
  14. THROUGH IT ALL (BONUS TRACK)
  15. LAST MISTAKE (BONUS TRACK)
  16. ANOTHER TRY (BONUS TRACK)

Line up

  • Jeff Scott Soto: vocals, bass, guitars, keyboards
  • Howie Simon: guitars
  • George Bernhardt: guitars, bass
  • Goran Elmquist: keyboards, guitars
  • Gary Schutt: bass
  • Alex Papa: drums

Voto medio utenti

Se non fosse per l'ammirazione che provo per questo grandissimo cantante, probabilmente non mi sarei mai imbarcato nell'ascolto di questa "interminabile" sequela di ballads.
Ben 16 canzoni che, per quanto riguarda la maggior parte della tracklist, pescano nelle precedenti uscite soliste di Jeff Scott Soto (gli albums "Love Parade", "Prism", "Lost In The Translation" ed i singoli "Holding On" e "Believe In Me"), ma non mancano nemmeno alcuni inediti, purtroppo limitati alle ultime tre bonus tracks.
Tutti quante le canzoni sono ovviamente contrassegnate dalla prova vocale di un grande interprete, versatale e sempre in grado di trasmettere tutta l’emozione necessaria, un feeling che affiora con prepotenza... (beh, forse sarebbe meglio dire con delicatezza…) lungo tutti i 71 minuti dell'album, da "As I Do 2 U" a "Send Her My Love" (cover dei Journey) passando per il soul di "4U", la zuccherosa e corale "By Your Side" o la pianistica "Beginning 2 End", mentre sono davvero pochi i momenti più energici ("Till The End Of Time").
Anche gli inediti non si smuovono da queste posizioni. Il primo dei tre, "Through It All", è un delicato brano acustico, il successivo ed accattivante "Last Mistake" ha un taglio smaccatamente pop, mentre la conclusiva "Another Try" punta dritto verso le più classiche sonorità AOR.
"Essential Ballads" è pertanto indicata per tutti coloro che apprezzano il lato più soft del cantante americano, ed anche se devo ammettere che l'ascolto è stato meno pesante di quanto temessi, non nego che mi farebbe piacere che la prossima raccolta vertesse invece sul suo repertorio più rockettaro.
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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