Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2002
Durata:60 min.
Etichetta:Century Media
Distribuzione:Self

Tracklist

  1. INTRO
  2. COME GET IT
  3. SLAVE THE WAY
  4. PURIFY
  5. ANTHEM FOR A FALLEN STAR
  6. DISTURBING THE ART OF EXPRESSION
  7. TAKE AS NEEDED
  8. JESUS CELLS
  9. NEVER GIVE IN
  10. ONE OF US

Line up

Non disponibile

Voto medio utenti

Dopo tre lunghi anni di silenzio, tornano gli americani Skinlab, con il nuovo attesissimo album (almeno per il sottoscritto!), con il compito di colmare i cali di tensione ed il non sempre convincente songwriting che ‘Disembody: The New Flesh’ aveva in se. Beh, lasciatemi dire che Esquivel e soci riescono in pieno nell’obiettivo…’The Revolting Room’ è un album finalmente completo, dotato di un buon songwriting, carico di groove e di ottime partiture vocali, ora growl, ora screaming (quasi a sfiorare il Black Metal), ora pulite o effettate e che sarà sicuramente orientato ad ampliare la massa dei proseliti che seguono gli Skinlab stessi. Partendo dalla base della montagna, si può dire che tutto quello che è dietro alla musica, nel platter è pressoché perfetto…la produzione è stata affidata a Steve Evetts (già con Sepultura, Hatebreed e Snapcase); il missaggio è a cura di un certo Andy Sneap, che non ha certo problemi di presentazione; l’artwork è opera dell’oramai onnipresente su lavori targati Century Media, Travis Smith e la gestazione dell’album è stata lunga e complicata…analizzando la musica e la nuova pelle del combo americano, si può dire che le armi vincenti di ‘The Revolting Room’ sono la carica di groove che caratterizza ogni song, e il fattore fusione musicale…infatti il platter è caratterizzato da song ora di derivazione Hardcore mid-tempo, come in ‘Come Get It’ e dall’ottima ‘Purify’, song in cui spicca la grande melodia vocale e il grandioso riffing della coppia Snake/Telford, ora dal mood di derivazione slipknotiano, come nella rabbiosa ‘Slave The Way’ o in ‘Take As Need’, ora dal retrogusto street, come la bellissima ‘Anthem For A Fallen Star’, la calibrata ‘Jesus Cells’ (che letto suona come ‘Jesus Sells’…), song che più di tutte all’interno dell’album si avvicina allo status di ballad e la finale ‘One Of Us’, o ancora da qualche infiltrazione korniana in ‘Disturbing The Art Of Expression’ (song dal titolo strepitoso). Gli Skinlab sono tornati quindi, e ‘The Revolting Room’ è un lavoro pregno di interesse e senz’altro di elevata caratura, che aspetta solo di essere ascoltato…concedete a questi americani i vostri favori, potrebbero veramente soddisfarvi (musicalmente parlando, ovviamente!)
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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