I
Burning Sun danno piuttosto velocemente seguito al precedente "Retribution" uscito l'anno scorso, confermando la loro prolificità, visto che dalla loro nascita nel 2022, contando questo "
Power to Survive", hanno dato alle stampe tre album (all'appello) manca l'esordio "Wake of Ashes" del 2023) ed un EP strumentale ("The Shadows of Darkfang Keep" nel 2025) cui seguirà un ulteriore EP, sempre strumentale, "Tomb of the Serpent", il prossimo novembre.
Tanta carne al fuoco, quindi, forse pure troppa, e sarà dovuta ad un impellente impulso compositivo ed esecutivo, oppure la smania di continuare la saga incentrata sul personaggio dell'eroina Emaly? Probabilmente un mix delle due cose, quello che è certo è invece è il contesto musicale che accompagna il loro concept Fantasy che non si schioda di un millimetro dalle sonorità Power Metal di stampo europeo che li hanno caratterizzati sinora.
Ma qualche cambiamento lo possiamo comunque registrare, infatti, l'ungherese
Zoltán Papi sembra aver finalmente assestato la line-up, convolgendo oltre al solito
Pancho Ireland, il batterista
Edmond Kulcsár ed alla voce (e chitarra)
Nicolas Peter, cantante dei teutonici Invictus, evitando la ridda di special guest che avevano caratterizzato le uscite precedenti, pur non rinunciando del tutto ad alcuni ospiti, con
Herbie Langhans e
Alexandra Lioness a duettare con
Nicolas Peter, oltre ad
Alessio Perardi, frontman degli Airborn, ai cori.
Si parte di corsa con "
Quest Divine", dove scopriamo come
Peter, che comunque era già nell'orbita dei
Burning Sun, sia autore di una prova migliore di quanto avevo rilevato in occasione di "Eden" degli Invictus e si sia calato nei panni del principale cantore delle vicende di Emaly senza particolari problemi, guidando la rincorsa che i
Burning Sun continuano alla caccia dei vari Helloween, Heaven's Gate, Edguy, Hammerfall... senza tuttavia riuscire a raggiungerli. Perlomeno arrivano a sfiorarli con un paio di episodi come "
Over and Beyond" (arricchita dalla presenza di
Alexandra Lioness) e la frizzante e corale "
Come Home", mentre in altre occasioni appaiono sin troppo calati nei panni dei loro punti di riferimento, vedasi ad esempio "
Tale of Brothers" e "
Light of the World" in debito con gli Helloween o "
Emaly's Hymn" (dove troviamo
Langhans) che sprizza Edguy da ogni poro.
"
Power To Survive" scivola via senza annoiare ma nemmeno appassionare, credo che sia il momento di rallentare e mettere penna e plettro per un attimo da parte, e cercare di fare quel salto di qualità che oggi mi pare messa in subordine alla quantità.
Metal.it
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