Copertina 7

Info

Anno di uscita:2026
Durata:39 min.
Etichetta:Dying Victims Pruductions

Tracklist

  1. RETURNOFF THE TRUE GODZ
  2. INTERCEPTOR SQUADRON
  3. COSMIC DREAMS
  4. FREQUENCIES OF TERROR
  5. OMENS
  6. SANITY DISPOSED
  7. THE FINAL INVENTION
  8. SPACEWORKZ
  9. ASTROLITH (RISING)
  10. PILLARS OF FIRE

Line up

  • G.Sundin: guitars
  • A.Holmström: drums
  • N.Ingelman: guitars
  • Jesper Lundin: bass
  • Chris Rostoff: vocals

Voto medio utenti

ATTENZIONE: PERICOLO DI ESPLOSIONE!


Quarta fatica discografica per gli svedesi Armory che, forse per cercare di somigliare maggiormente agli Agent Steel, verso i quali non hanno mai nascosto la loro devozione, ingaggiano Chris Rostoff alla voce, la cui timbrica, ricorda molto da vicino quella dell'inimitabile John Cyriis.
Fatta eccezione per il nuovo vocalist, la line-up della band di Götheborg è poi rimasta invariata, con i veterani Gus Sundin e Niclas Ingelman alle chitarre, August Holmström alla batteria e Jesper Lundin al basso.

Echoes Of The Astrolith, uscito per Dying Victims Productions, è un disco che sprigiona un’energia contagiosa e progressivamente crescente, fino a diventare, a tutti gli effetti, distruttiva, assumendo i connotati di una detonazione tanto violenta, quanto provvidenziale, in grado di polverizzare tutto il marciume che circonda l’essere umano.
In 39 minuti scarsi, gli Armory concentrano tutta la loro furia compositiva, andando spediti, travolgendo tutto ciò che incontrano lungo il loro cammino senza fare prigionieri e concedendo il minimo indispensabile alle atmosfere o alla musicalità (giusto l’affascinante intermezzo strumentale Spaceworkz e qualche refrain sparso quà e là), focalizzandosi quasi esclusivamente sull’impatto sonoro, facendo leva sulle proprie pregevoli doti tecniche e su ritmiche impazzite, al limite della schizofrenia.
A risentirne è la sfera melodica che, rispetto ai lavori passati della band svedese, risulta leggermente penalizzata, ma lo scopo degli Armory, a sto giro, è evidentemente un altro, ovvero, colpire senza pietà e l’obiettivo viene pienamente centrato, attraverso brani come Return Of The True Godz, Interceptor Squadron, Frequencies Of Terrors o Sanity Disposed, tutte tracce brevi, eppure tremendamente aggressive ed efficaci, che percuotono ripetutamente le terga (non più vergini) dell’ignaro ascoltatore.

Echoes Of The Astrolith vi risucchierà in un vortice di incontenibile ferocia musicale e, per un fugace istante lungo 39 minuti, la sua veemenza vi regalerà finanche la piacevole sensazione di essere in possesso di un lanciafiamme con cui potrete finalmente fare piazza pulita tutt’intorno, liberandovi delle nefandezze e delle ipocrisie che vi stanno intorno.

Peccato si tratti solo di una pia illusione!



Recensione a cura di Ettore Familiari

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