Nuovo arrivato in casa
Shores Of Null, che qui debuttano per la conterranea
Dusktone, ma a dire la verità è un peccato perché si è fatto un passo indietro a mio modesto parere.
L’esperienza dei romani nel manovrare la materia gothic/doom è incontrovertibile ma purtroppo si sente troppo lo spirito dei
Paradise Lost di
Nick Holmes che della band italiana.
Già, un grosso peccato, perché la personalità che tanto avevo apprezzato nei lavori precedenti, qui si avverte poco, il brano “
Another breath” e “
Son of tide” fanno capire il valore di questa formazione, peccato che in più di un’occasione salti fuori l’influenza degli albionici, con brani perfettamente suonati e composti ma lo stile vocale si avvicina anche troppo al frontman inglese.
Non avrei mai voluto dare un voto sufficiente, perché so e conosco le potenzialità dei laziali, ma stavolta l’ombra ha inghiottito la luce.
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