Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2026
Durata:46 min.
Etichetta:Metal Blade Records

Tracklist

  1. GJALLARHORN
  2. EIGHT LEGS OF THUNDER
  3. KVASIR'S BLOOD
  4. WE RULE THE WAVES
  5. UPPHAF
  6. DIE WITH A WAR CRY
  7. RAVEN GOD
  8. THE ALLFATHER AWAKES
  9. ODEN'S HUNT
  10. ASCENDING LIKE AN EAGLE

Line up

  • Ted Lundström: bass
  • Olavi Mikkonen: guitars
  • Johan Hegg: vocals
  • Johan Söderberg: guitars
  • Jocke Wallgren: drums

Voto medio utenti

Vi piacciono gli Amon Amarth? Quelli vecchi e più epici e grezzi, o quelli più moderni, patinati ma sempre selvaggi e vichinghi fino al midollo? Beh, qualunque sia la vostra posizione, se avete una scintilla d’amore per la band di Tumba, prendete questo disco e mangiatene tutti, ché i ragazzi sono tornati più carichi che mai.

“The Allfather Awakens”, sin dal titolo, si riallaccia alla tanto amata mitologia norrena, facendone quasi un leitmotiv lirico all’interno di un album che, per gli standard del 2026, mi sbilancio a definire semplicemente perfetto. Prodotto alla grande (e registrato in due sessioni) dall’eterno Jacob Hansen, questo disco suona attuale e moderno e contemporaneamente permette alla batteria di prenderti a piattate in faccia, sin dalla meravigliosa opener “Gjallarhorn”; anche la seguente “Eight Legs of Thunder”, dedicata al magico Sleipnir, è un mid-tempo semplicemente irresistibile, in cui (come nel resto dei brani, peraltro) la voce di Johan Hegg è per-fet-ta, potente e minacciosa, con qualche apertura melodica e un sacco di cazzotti in faccia.

La band suona compatta, e seppur non possiamo gridare la miracolo dell’innovazione, è davvero questo quello che i fans degli Amon Amarth cercano in un loro disco? Certo, c’è il primo pezzo acustico della storia della band, una delicatissima “Upphaf” che sa di Scandinavia, puzza di fiordo e ti lascia percepire fisicamente lo sciabordio delle acque che si infrangono sullo scafo del tuo Drakkar, mentre ti fai una gitarella a Lindisfarne a trovare quei monaci così simpatici…

Insomma, inutile girarci intorno: “The Allfather Awakens” è il disco perfetto per una band solida, coerente, costante e onesta, che merita di raccogliere tanto, ché tantissimo (e benissimo) ha seminato.







Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.