Sono particolarmente legato a
“Macbeth”, tragedia shakesperiana che ho amato al Liceo e che continua a ispirare artisti e musicisti in giro per il mondo (nel nostro ambito, conservo ancora un ottimo ricordo di
“Lady Macbeth” dell’inarrivabile Lana Lane).
Christopher Gordon, vantando un’esperienza pluriennale nel campo della musica colta, del jazz e delle colonne sonore, non è un novellino, e quest’opera pubblicata da
Kscope è la suite strumentale tratta dal balletto omonimo commissionato dal Royal New Zealand Ballet e dal West Australian Ballet. Come se non bastasse, oltre all’orchestra e al coro, ampio spazio viene dato a diversi pesi massimi del prog internazionale, da
Gavin Harrison a
Jonas Reingold.
Il risultato è solido e complessivamente convincente, grazie anche a una produzione impeccabile che fa chiudere un occhio su alcune scelte audaci (penso a certi assoli di chitarra, allo swing di
“This Night’s Great Business” o alle sonorità in stile Broadway di
“The Banquet”, che non mi fanno pensare troppo alla Scozia medievale). L’introduttiva
“The Battle Lost And Won” mette subito in chiaro le ambizioni del progetto, e fa altrettanto l’ottima
“If It Were Done”, la cui scrittura degli archi rievoca l’indimenticato Bernard Herrmann. La feroce e crimsonica
“Night’s Black Agents” fa il paio con l’evocativa
“Something Wicked This Way Comes”, prima della più struggente
“Out Damned Spot”. Il gran finale è lasciato all’epica
“Tomorrow And Tomorrow And Tomorrow”, con il coro e l’orchestra protagonisti a sostenere un cameo di memoria ayreoniana di
Michael Mills.
Chissà se apprezzerebbe il Bardo di Stratford-upon-Avon…
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