Ritorna a tre anni dall'acclamato
'Bleeding Wounds Of The The First And The Last' una delle migliori versioni della black metal propaganda (putiniana) ...dalla Siberia occidentale i
Theosophy rilasciano il loro settimo full lenght é sono lacrime di ghiaccio …
'Line Before The Even Horizon' riprende musicalmente tutti i migliori spunti del predecessore e li perfeziona, migliora ed esalta , un po' come fu per
'SOTLB' dei
Dissection rispetto a
' The Somberlain' … la vena creativa fluiva copiosa, bastava solo spingerla al massimo … ritroviamo cosi' la perfetta fusione tra aggressività e melodia, furia ed atmosfera condensate in turbinio di emozioni estreme e impensabili. Basterebbe la sola
'Neptune's Aphelion' con le sue maestose aperture e accelerazioni melodiche, dove fanno capolino un lavoro chitarristico cari ai Padri Fondatori dell'heavy metal,
Iron Maiden of course, a convircervi della bontà di quest'opera, ma il terzetto siberiano non si limita ad una sola 'miracolosa' composizione ma ne incatena e ce ne propina almeno altre tre (sulle sei totali), dalla tumultuosa opening track
'Path To The Void', passando per la 'perfetta'
'Birds Under The Sky' (dove lo Swedish sound prende il sopravvento) e chiudendo con l'epica superiorità di
'Voice From The Black' . In poco meno di 40' i
Theosophy percorrono tutta la storia del melodic black metal redifinendo e rimodellando il proprio sound per elevarlo a livelli altissimi di qualità con un'opera che soddisferà i palati più esigenti. Onestamente dopo
'BWOTFATL' mi sarei 'accontentato' di un bis, ma visto che hanno fatto addirittura meglio non mi resta che tacere e godere... Prova di superiorità
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