La Death metal band norvegese
Horrifier, attiva dal 2022, dopo la pubblicazione del full-length di esordio nel 2023,
"Horrid Resurrection", e dell'EP rilasciato nel 2025,
"Burial Ground", torna in questo afoso agosto 2026, nuovamente coadiuvata dalla
Personal Records, con il secondo lungo della carriera:
"Revelations of Gore".
Seguendo le orme del debut,
"Revelations of Gore" presenta un Death metal feroce e al contempo raffinato dove le dinamiche più dirette e brutali del genere — sporcate da una venatura Goregrind — si trovano in contesti piuttosto articolati e complessi, con un guitarwork intricato ben sostenuto da patterns di batteria ricercati in cui si inseriscono alcune particolari disarmonie dal leggero tocco sperimentale. La prima formazione che mi è venuta a mente appena ho ascoltato gli
Horrifier sono stati i connazionali
Cadaver, e a seguire i maestri
Carcass dell'era di
"Necroticism - Descanting the Insalubrious" (1991), così come gli
Asphyx, invece, per quanto pertiene i numerosi frangenti Doom, a cui vi è da aggiungere un grano di scuola statunitense, soprattutto nelle ripartenze fulminee dal mood Thrash/Death realmente ben realizzate.
Indubbiamente, il quartetto norvegese non tira fuori niente di nuovo dal cilindro, tuttavia i brani sono solidi, velenosi e con la giusta carica di fuoco capace di accendere la miccia dell'headbanging funesto senza mai scadere nel banale; questo grazie ad accortezze tecniche e compositive che conferiscono alla loro musica quel quid in più della media odierna e, fortunatamente, non inerpicandosi in soluzioni astruse prive di senso.
Se siete in cerca di un disco estremo, ancorato ai cardini dell'old-school, dai suoni ruvidi, graffiante e al tempo stesso ancora vivo nella sua putrescenza, provate a dare un ascolto a
"Revelations of Gore".
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