Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:41 min.
Etichetta:Les Acteurs de l'Ombre Productions

Tracklist

  1. CATABASE
  2. JEANLIN
  3. BLEU NOIR ROUGE
  4. VOREUX
  5. BAPTISE TERRE
  6. PéNITENT
  7. LES MONTAGNES POUSSENT SOUS TERRE
  8. ESTAMINET, PT. 1
  9. TERRIL
  10. SAINT CORDON
  11. MESEKTET

Line up

  • Clément Joly: bass
  • Diffamie: vocals
  • Thomas Deffrasnes: vocals, guitars
  • Julian B.: guitars
  • Robin G.: drums

Voto medio utenti

I francesi Galibot dopo la pubblicazione di uno split nel 2021, e del debutto in via indipendente sulla lunga distanza "Euch'mau noir" nel 2024, approdano all'etichetta Les Acteurs de l'Ombre Productions e danno alle stampe nel 2026 "Euch’Mau Noir bis" — rifacimento con l'aggiunta di due tracce dell'esordio — e sempre quest'anno (8 maggio) l'album "Catabase".

"Catabase" è una sorta di concept album che rende omaggio alla storia mineraria del Nord della Francia. I Galibot — che subito per affinità tematica, e non solo, richiamano alla memoria i tedeschi Dauþuz — reinterpretano la discesa quotidiana dei minatori nelle profondità della terra come una moderna catabasi, fondendo memoria storica, riferimenti letterari, folklore locale della Francia del nord e mitologia classica.
Per quanto riguarda la musica siamo sulla scia di un Black metal in cui melodie accattivanti, furia sonora, ricami folkloristici, momenti "cantati" che assumono quasi una tonalità corale, merito di uno scream che oscilla tra il Black e il Melodic death, coesistono alla perfezione e vengono resi memorabili da un'interpretazione epica incredibilmente sentita, oltreché da un talento compositivo in grado di rendere ogni passaggio originale e denso di significato.
I Galibot pur suonando una forma di arte nera piuttosto melodica che si muove su territori ormai ampiamente consolidati, riescono a farlo con classe e disinvoltura, merito di un talento sopra la media che traspare da ogni singola nota.

Se amate proposte sonore estreme e altresì ben adattate ai canoni odierni — in termini di qualità di tecnica di registrazione e produzione — sulla scia di Sühnopfer e Véhémence (giusto per rimanere sul suolo francese, ma qui si possono rinvenire anche vari elementi della scuola canadese) penso che con "Catabase" troverete la vostra dimora.
Per quanto mi concerne si tratta di un'opera capace di penetrare nelle profondità dell'anima… facoltà sempre più rara al giorno d'oggi.

Recensione a cura di James Curzi

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