I blacksters statunitensi
Moongate dopo aver rilasciato un EP nel 2018 e uno split con i
Todlicht nel 2023, pubblicano in questo 2026 il proprio primo full-length coadiuvati dal patrocinio della
Nithstang Productions:
"Moonfall and Freezing Night".
Si tratta di un platter totalmente vocato alle sonorità anni '90, quelle più seminali di gruppi come
Darkthrone, primi
Mayhem,
Judas Iscariot,
Weltmacht (altro progetto di
Akhenaten),
Mütiilation etc.
In via del tutto personale, quando penso al black metal mi vengono a mente proprio album come
"Moonfall and Freezing Night" che, per quanto derivativo e anacronistico, riesce a incarnare alla perfezione lo spirito primigenio del genere con una convinzione ed ispirazione assai rara. A conquistare è la capacità dei
Moongate di essere un tutt'uno con la propria arte tramite un'interpretazione carica di pathos genuino. Tutto ciò avviene muovendosi su sentieri alternanti frangenti atmosferici e furia sonora che, più che con la violenza in senso classico, ha più a che vedere con le forze impersonali della natura ancestrale (o almeno questa è la mia sensazione), e con un senso di desolazione alienante che ben si sposa con il gelo sprigionato dai tremolo asciutti, taglienti e monocromatici delle chitarre — accompagnati dai tipici blast beat asettici, oltreché da leggeri sottofondi armonici — e allo scream straziante e distaccato, pur nella sua forte carica di nichilismo, che si erge a padrone dei ghiacci. Ed è su questo piccolo dettaglio, benché quasi ordinario per certe declinazioni della fiamma nera, che occorre soffermarsi, dato che al giorno d'oggi non capita di frequente di percepire così vivo, e incarnato, quel senso di alienazione estraniante, quasi disanimato, che tanto ha reso grande la prima ora del black metal. Una desolazione e un senso di annichilimento interno ed esterno che, tuttavia, come di frequente avviene nell'arte nera, coesistono con lievi innervazioni melodiche e con un afflato oscillante tra l'epico e la nostalgia romantica.
"Moonfall and Freezing Night" è un disco adatto ai nostalgici del lo-fi più crudo e puro, ma non a chi si accontenta di poco... Per quanto mi riguarda, nel suo piccolo, riesce a sfiorare vertici realmente elevati.
Non fatevelo sfuggire.
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