Copertina 8

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2025
Durata:48 min.
Etichetta:Underground Symphony

Tracklist

  1. PROPHETIC INTRO
  2. PROMISES
  3. BETWEEN DARK AND LIGHT
  4. LETTERS FROM THE DEATH ROW
  5. FAMILY ALBUM
  6. THE GLOW OF THE MOMENT
  7. FOR LOVE OR FOR PAIN
  8. THE LAST VEIL
  9. PRIMARY INSTINCT OF SURVIVAL

Line up

  • Alessandro Bicicchi: vocals
  • Claudio Mattei: drums
  • Alberto Sandri: bass
  • Andrea Soverini: keyboards, piano
  • Riccardo Ibba: guitars

Voto medio utenti

Tornano a “casa”, i Lie Tears, e lo fanno a distanza di ventisei anni dall’ingresso, con il debutto “A gate for another life ...”, nel roster della prestigiosa Underground Symphony.
In realtà, lontano dalle competenti spire della label piemontese i nostri avevano realizzato un solo album ("No really or false?", del 2009, su VideoRadio), a testimonianza che, purtroppo, spesso talento e creatività non sono sufficienti per dare continuità discografica alla propria filosofia musicale.
Una concezione che nel tempo non ha perso una stilla del suo valore e che, anzi, è “naturalmente” maturata, consegnando “Prophetic promises” a tutti gli estimatori delle melodie maestose, romantiche e raffinate al confine tra prog e hard-rock, proficuamente frequentate da “gente” come Everon, Enchant e Arena.
Suoni evocativi ed eruditi, insomma, che però grazie a dosi imponenti di pathos non appaiono mai eccessivamente altezzosi e conquistano l’astante appassionato fin dal drappeggio iniziale denominato “Prophetic intro”, un fugace ma eloquente “accesso” all’universo fascinoso dell’opera, esibito in tutta le sue emozionanti sfaccettature nella successiva “Promises”, una delizia di trionfale e rarefatta seduzione sonora.
I sontuosi dialoghi chitarra / tastiere / piano / voce, così ben rappresentati nel contagio melodico di “Between dark and light” sono il vero punto di forza di una band che in “Letters from the death row” accentua la componente istrionica della sua ricca personalità artistica e impregna "Family album” di struggente tensione emotiva.
E sempre a proposito di ricchezza espressiva, ecco che “The glow of the moment” arriva a lambire, con il consueto sofisticato equilibrio, sfarzose ambientazioni pomp / prog-metal, mentre “For love or for pain” sfoggia con efficacia suggestioni di lirismo sinfonico e “The last veil” condensa in unico favoloso assemblaggio di note le diverse “anime” del gruppo, incorporando nel contesto stilistico anche echi della new-wave più tastieristica e magniloquente.
Il crescendo sofisticato e melodrammatico di “Primary instinct of survival” suggella quarantotto minuti di musica di notevole pregio, per di più supportata da testi mai banali, aspetti che rendono “Prophetic promises” un grande “ritorno”, in grado di garantire ai Lie Tears un ruolo di prestigio nel rockrama contemporaneo, di un tipo che, se c’è una “giustizia”, non potrà che consentire ai bolognesi di proseguire, stavolta senza interruzioni, la propria brillante parabola artistica.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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