Véhémence - Assiégé pour l'éternité

Copertina 8,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:42 min.
Etichetta:Antiq Records

Tracklist

  1. DE CÉLESTES CAVALCADES
  2. ASSIÉGÉ POUR L'ÉTERNITÉ
  3. LE SANG RESPIRE ENCORE
  4. EN QUÊTE DU GRAAL
  5. CHANT D'HONNEUR
  6. PAR SOMBRES FORÊTS ET VASTES PLAINES

Line up

  • Tulzcha: guitars, keyboards, fife
  • Thomas Leitner: drums
  • Hyvermor: vocals (lead, choirs), irish flute, psaltery
  • KK: bass

Voto medio utenti

L'ho già detto in passato, e quindi mi scuso per la ripetizione: ci sono persone che nascono per fare determinate cose, e le fanno con naturalezza raggiungendo risultati per altri impensabili.
I Véhémence sono nati per suonare Epic Black Metal dal taglio melodico e medioevale, e lo fanno in modo eccellente, piazzandosi la dove quasi nessuno è in grado di arrivare.
Nel loro nuovo album, "Assiégé pour l'éternité", non c'è una nota fuori posto, non c'è niente che non faccia pensare alla perfezione del genere: atmosfere "antiche", squisitamente folk accompagnate da strumenti tradizionali (il flauto è da brividi), intrecci di chitarra che ti fanno cadere la mascella per il loro epos vittorioso, violenza nera raffinata e con pochi compromessi, melodie che ti trasportano in un mondo di dame e cavalieri senza mai risultare stucchevoli o banali, riferimenti a grandi maestri del passato (ho pensato spesso ai Mithotyn) ed a generi più "classici" ma, anche, grande personalità, ed in ultimo, ma non ultimo, una manciata di brani semplicemente splendidi (“Le Sang Respire Encore" entra, di diritto, tra le cose migliori che io abbia mai ascoltato in questi ambiti) che non potranno non fare breccia nel cuore di chi ama queste particolari sonorità.

Il gruppo francese conferma, dunque, il suo status, ci regala un altro gioiello da custodire come una preziosa reliquia, innalza, ancora, inni di battaglia verso il cielo infinito, ci emoziona con la semplicità del purissimo talento e, ancora una volta, ci riconcilia con il senso più profondo della vera arte musicale, quel senso che va ricercato nella dedizione assoluta di uomini nati con la capacità di dominare il proprio talento trasformandolo in magnificenti arazzi sonori.

Sellate, allora, i destrieri, affilate le lame, indossate gli elmi e, con coraggio e fierezza, lanciatevi in battaglia: album straordinario nel senso letterale di un termine, spesso, abusato.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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