Nei
Midnatt ritroviamo tre quarti di quei Command che avevo incrociato un paio di anni fa in occasione del loro primo album, "Resver", uscito sempre per la
Jawbreaker Records, anche se per l'occasione pare che i tre musicisti si siano scambiati i ruoli, infatti, alla voce ora troviamo
Aron Torstensson (anche al basso) mentre
Robin Bidgoli è passato dietro al drum kit ed
Eric Björklund alla chitarra, impugnata anche dall'ultimo arrivato, il chitarrista
Edward Pancetti.
"
Skräckfylld Förtjusning" è un altro un esordio sulla lunga distanza e ci conferma come le due formazioni succitate siano accomunate non solo a livello di line-up, ma anche dal desiderio di rievocare sonorità ottantiane e polverose, tuttavia - mi tocca riconoscere - con gli stessi risultati non particolarmente esaltanti.
A differenza dei Command, i
Midnatt non ci propongono quel Blackened Heavy Metal che spaziava tra Venom, Celtic Frost, Slayer e Dissection, ma guardano ad un Heavy Metal d’annata che oltre alla N.W.O.B.H.M. rimanda direttamente alla scena svedese, dagli AxeWitch ai Torch, passando per i misconosciuti Nattsvart (anche loro dai testi in svedese) e i Gotham City, oltre che dai seminali Heavy Load. Una scelta rimarcata proprio dal proporre liriche nella loro lingua natia, come possiamo facilmente renderci conto scorrendo la tracklist, che si apre con la spedita "
Satán" e prosegue poi con la cadenzata "
Marken Brinner", una doppietta che conferma quanto appena riportato.
"
Skräckfylld Förtjusning" è un album viscerale, grezzo, senza fronzoli, dai suoni sporchi e impolverati, che ha i suoi momenti migliori nella venomiana "
Kom an" e nella veloce "
Ljuva Midnatt", mentre perde qualche colpo lungo episodi come "
D.Ö.D.E.N.so" e l'arrembante "
Transylmani", per andare invece al tappeto nel corso delle articolate, ma invero poco convincenti, "
Sfinxen" e "
För Evigt Märkt" o nei tentativi hardeggianti di "
Skuggan".
Alla resa dei conti, mi rendo conto che c'è qualcosa che non mi convince e soddisfa nell'approccio generale dell'album, nel songwriting e nella resa sonora, forse perché mi pare di cogliere anche un pizzico di opportunismo. O chissà... semplicemente sono stato io a non essere entrato in sintonia con questa "Terrificante Delizia" ("Skräckfylld Förtjusning").
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