Dopo il loro
esordio, recensito in modo impeccabile dall'amico Kalhyma, uscito ormai 7 anni fa, i misteriosi
Flykt tornano sul mercato discografico, questa volta con la
Hammerheart Records, con il secondo album che, in una sorta di continuità nell'evoluzione, riprende gli stilemi del debut e fa un passo avanti verso un suono ancora più "moderno" di quanto non lo fosse all'inizio della loro carriera.
Presi Mgla, Deathspell Omega e Watain come loro punti di riferimento, gli svedesi compongono
"Sinister Strain", un album che non lascia un attimo di respiro, bestiale nella sua violenza, dissonante e stridente nelle sue atmosfere, e ricoperto da un alone malsano che lo rende, a tratti, alieno e, di certo, privo di qualunque forma di umanità.
Il Black Metal dei
Flykt non presenta compromessi, sia quando i brani sono veloci, sia quando rallentano, ed il suo suono, dalla produzione perfetta e chirurgica, non offre alcun "appiglio" melodico, ma si contorce, come un serpente, tra stratificazioni multiple, complessità di scrittura, riferimenti mirati al Death Metal tecnico, disarmonie urticanti ed una forma canzone che si perde tra mille variazioni e pura devastazione sonora.
"Sinister Strain" non è un album per cuori deboli: questo è il suono del male, concepito per fare male e lontanissimo da qualunque velleità commerciale, un album, dunque, estremo in ogni suo anfratto, che farà la felicità di chi, del metal nero, apprezza soprattutto il lato più moderno e più crudele.
Satana ringrazia.
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