Qual è lo scopo di un
album dal vivo, in particolare se realizzato da un gruppo
rock in attività?
Beh, innanzi tutto di testare le peculiarità artistiche ed empatiche di una
band in un contesto in cui la protezione dello studio di registrazione dovrebbe (il condizionale è d’obbligo, ovviamente …) venire meno.
Poi, arricchire la collezione discografica dei propri
fans di una testimonianza “tangibile” e facilmente replicabile, delle suddette qualità.
Infine, invogliare anche il più “pigro” e “posapiano” dei
rockofili a cogliere la prima occasione utile per presenziare in “diretta” ad un analogo evento.
Ebbene, l’ascolto di “
Live plus five” dei
The Dead Daisies soddisfa ampiamente tutte le condizioni appena descritte, compresa l’ultima in cui il sottoscritto si riconosce, dopo anni di infervorata militanza, in maniera piuttosto circostanziata.
In quest’opera c’è tutto quello che si richiede ad un fiero rappresentante del
rock duro nel 2026 … l’energica riproposizione di canzoni ottimamente congeniate e interpretate, la capacità di trasportare su di un palco una notevole perizia tecnica in maniera coinvolgente e istintiva, e anche la “cultura”, al tempo stesso rispettosa e vitalizzata, con cui s’infarcisce il proprio repertorio con selezionati
remake, mescolando “classiconi” (“
Helter skelter” dei Beatles, in una versione davvero possente, “
Black Betty” portata al successo dai Ram Jam, “
Fortunate son” dei Creedence Clearwater Revival …) e brani leggermente meno “noti” e ugualmente meritevoli oltre che affini alla propria sensibilità espressiva ("
I'm ready" di
Muddy Waters, “
Midnight moses” targata The Sensational Alex Harvey Band, “
Going down” di Freddie King, "
Get a haircut" di George Thorogood & the Destroyers …).
A margine di un’acquisizione assolutamente raccomandabile, è doveroso sottolineare come il disco in realtà sia una “estensione” (con cinque
bonus-track registrate in Francia, Regno Unito e USA) del precedente “
Live at Stonedead“ (uscito in forma digitale) e che arriva, a proposito di
cover, dopo “
Lookin' for trouble”, un albo interamente dedicato a questo tipo di celebrazioni, molto amate dai nostri.
Insomma, in definitiva, “
Live plus five”, indipendentemente da ogni altra eventuale considerazione, si rivela una brillante ratifica del ruolo ricoperto dai
The Dead Daisies nel
rockrama contemporaneo … quello di una formazione capace di tenere alto il nome dell’
hard-rock classico in ogni circostanza, compresa l’imprescindibile prova del palco.
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