Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:44 min.
Etichetta:Metal Blade Records

Tracklist

  1. DARE TO REBEL
  2. WOVEN SPELLS OF A DEMON
  3. THE BLIND EYE OF ANTICHRIST
  4. I, TOTEM
  5. 3AM
  6. GIVE 'EM MY BEAUTIFUL HELL
  7. ONCE IN A BLUE MOON
  8. BLESSED BE HE WHO ENTERS
  9. THE END OF THE KNOWN CIVILIZATION
  10. HARUT, GOVERNMENT, FALLEN

Line up

  • Vasilis Stavrianidis: drums
  • Nikolas Perlepe: guitars
  • Naberius: guitars
  • He: vocals
  • Jim Mutilator: bass

Voto medio utenti

Con il terzo album, di solito crocevia della carriera, gli Yoth Iria di Jim Mutilator approdano alla corte della gloriosa Metal Blade e, forti di una line up ormai consolidata, ci servono un delizioso piatto di Hellenic Black Metal, sicuramente in linea con la tradizione del genere, ma, non per questo, privo di un approccio moderno che non lo fa sembrare una pura operazione nostalgia.
"Gone with the Devil", curato in ogni minimo dettaglio, prodotto in maniera eccellente, suonato con la dovuta perizia, riesce ad amalgamare spirito luciferino estremo con riferimenti, di matrice melodica, al metal più classico, secondo una formula che tutti gli amanti della Grecia dei primi anni '90 conoscono alla perfezione, inserendo, poi, nella loro musica, partiture fortemente epiche, sottolineate dagli ottimi cori e dal lavoro "evocativo" delle sei corde (meravigliosi gli accenni ai tempi che furono), ed una tendenza quasi sinfonica (mai eccessiva) che, in una amalgama sempre molto ben riuscita, fanno dell'album un lavoro affascinante, mai scontato, possente e ricco di dettagli che, ad ogni ascolto, si riveleranno agli ascoltatori in un pregevole gioco di continua scoperta ed emozione.
Gli Yoth Iria, nel 2026, sono tra i più credibili depositari dell'eredità dei primi Rotting Christ e Varathron, e, ancora oggi, perfettamente in linea con i tempi, riescono ad emozionare grazie ad musica ricca di suggestioni, di riferimenti folk alla propria Terra, di orgoglio e passione come solo il vero "Abyssic Death Metal" (chi si ricorda la definizione?) può fare quando interpretato con questa convinzione e con una classe fuori dal comune, una classe che viene fuori, maestosa, in ogni brano, indipendentemente che il gruppo spinga sul suo lato più nero ed estremo, oppure su quello più melodico ed atmosferico, come del resto era lecito aspettarsi considerando chi è il "buon" Jim Mutilator citato in alto e quale sia la sua, lunghissima, esperienza.

Per me, amante di lunga data di questa particolare declinazione della musica nera, questo è un album imperdibile: per tutti gli altri dovrebbe essere altrettanto perchè, mi sembra doveroso sottolinearlo, la qualità e la reale dedizione sono caratteristiche, oggi, tanto rare da diventare preziosissime e delle quali non ci si dovrebbe mai privare quando si ama la "vera" musica e non la plastica che infesta, purtroppo, anche l'arte estrema.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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