Non ascoltavo i
Port Noir da diverso tempo (e non ne sentivo la mancanza), ma questo
“The Dark We Keep” mi ha sinceramente sorpreso.
Gli svedesi ci consegnano un frullato di metal alternativo, muscolare e ammiccante che ha nei Leprous, nei Vola e nei Pure Reason Revolution le principali fonti di ispirazione (
“Complicated”, “Redshift”). Ascolto
“Noir” e penso ai TesseracT, mentre
“This View” rievoca i Fates Warning di inizio millennio, ma la personalità non manca, e brani come
“Ebb And Flow” e
“Reverie” - che fanno dell’intensità la loro ragion d’essere - sono lì a dimostrarlo.
Talvolta la band si affida a intriganti soluzioni ritmiche (
“My Destroyer”, “We Shall Die Together”) o all’efficace ma meno interessante sound degli esordi, come nell’ipnotica
“Burst” o nel rifframa feroce di
“Bloodlust”.
Onore al merito.
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