È innegabile che i
Crown Lands siano tra i gruppi più chiacchierati degli ultimi anni in ambito vintage rock, e in molti attendevamo al varco i canadesi e il loro nuovo
“Apocalypse”.
L’introduttiva
“Proclamation I” - progressiva e cinematografica al punto giusto - mi aveva fatto ben sperare, ma è bastato il riff portante di
“Foot Soldiers Of The Syndicate” a farmi tornare con i piedi per terra. Difficile non pensare (tanto) ai conterranei Rush delle origini, come accade nella lunga e conclusiva titletrack, una
“2112” che inevitabilmente non regge il confronto con il classico del 1976.
“Though The Looking Glass” e
“The Revenants I” scimmiottano Black Sabbath e Led Zeppelin con la sfacciataggine che ha fatto la fortuna dei Greta Van Fleet, mentre le tracce centrali
“Blackstar” e
“The Fall” mettono a sistema AOR e NWOBHM, senza troppa personalità.
Un compito complessivamente ben eseguito, ma personalmente faccio davvero fatica a gridare al miracolo.
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