Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:42 min.
Etichetta:Werewolf Records

Tracklist

  1. INTRO (THY DAEMONIUM)
  2. ABLAZE UPON THE NOCTURNAL REALMS
  3. MOONFROST STORMS
  4. DRAGONS OF NIGHTMARE
  5. THE GATES OF MY DIMENSION
  6. BLEEDING GALAXIES
  7. STARLIGHT CHALICE
  8. UNVEIL THE ENSLAVEMENT OF LUNAR PROPHECIES

Line up

  • V-KhaoZ: all instruments
  • Werwolf: vocals

Voto medio utenti

Credo che Ville "V-KhaoZ" Pallonen abbia detto tutto quello che doveva dire con gli album precedenti, tanto è vero che, a mio avviso, il nuovo "Dimension: Daemonium" si segnala, soprattutto, per il fatto che i Vargrav siano oggi un duo, con Lauri "Werwolf" Penttilä alla voce, rispetto alla line up a quattro del precedente lavoro, piuttosto che per novità musicali o per la sua qualità.
Non che il quarto parto discografico dell'artista finlandese sia deludente, ma la sua musica, fatta, ancora una volta, di costanti richiami ai primi Emperor (davvero troppi...), ai Dimmu Borgir più bombastici (quelli meno credibili), o al piglio sinfonico dei Limbonic Art di una volta, non sorprende, non emoziona come nelle uscite precedenti, e si limita, dunque, a seguire, piuttosto pedissequamente, solchi già tracciati, sia da altri che dai Vargrav stessi.

Va detto che in "Dimension: Daemonium" non mancano spunti di classe, particolarmente in chiave atmosferica, mi riferisco, a titolo di esempio, a buonissime composizioni come "Moonfrost Storms" e "Dragons of Nightmare" o all'uso sempre pregevole delle tastiere così come ad alcuni riff di sicuro impatto ("Unveil the Enslavement of Lunar Prophecies", probabilmente il pezzo meglio riuscito del lotto), poichè l'abilità e l'esperienza di V-KhaoZ non sono certamente in discussione, così come è da sottolineare che molti artisti, molto più famosi, pagherebbero per scrivere un album come questo, tuttavia, visto come eravamo abituati, qualcosa in più sarebbe stato lecito attenderselo, o, forse, è "colpa" mia se nel symphonic black metal non riesco più a trovare quel fascino che il genere era capace di evocare nei primi anni '90 e che Vargrav era stato in grado di riproporre, in chiave moderna, nelle altre sue uscite... comunque, sia come sia, io vi consiglio, in ogni caso, di ascoltare questo album se non conoscete il gruppo e se amate il genere, con la raccomandazione, però, di recuperare il resto della discografia (in particolare lo splendido debut) in modo da scoprirne la grandezza ed il magnetismo sinistro.
Alla prossima.
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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