Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:35 min.
Etichetta:Paragon Records

Tracklist

  1. WORSHIP
  2. DISTORTION OF LIES
  3. LAST GLEAM
  4. IMPERISHABLE SCRIPT
  5. TREE OF KNOWLEDGE
  6. FOR THERE WILL BE DAWN
  7. WOODEN BOX

Line up

  • N-Exul: vocals
  • Ercld: drums
  • Alyona Neith: bass, keyboards
  • Anton Vorozhtsov: guitars (guest)
  • Sofia Konstantynova: violin (guest)

Voto medio utenti

Il ritorno discografico degli ucraini Deus Sabaoth mescola un po' le carte in tavola rispetto al loro buonissimo esordio: se il debut, infatti, era un disco, in qualche modo, elegante e raffinato, il nuovo "Distortion of Lies" si presenta più monolitico, più nero, più estremo in senso stretto.
Di certo il gruppo non rinuncia alla sua vena dark ed agli arrangiamenti barocco/sinfonici (di grande classe, a questo proposito, l'uso del violino), ma la musica è più diretta, molto più Black Metal e, per lunghi tratti, caratterizzata da una furia primordiale che ci fornisce uno spaccato d'odio e di brutalità davvero devastanti.
La grande dose di violenza dispensata dall'album viene bilanciata, tuttavia, dal sapiente uso delle melodie e dalla capacità dei Deus Sabaoth di saper guardare in direzioni diverse in fase di songwriting (evidenti, in alcuni tratti, i richiami a certi Samael) con l'inserimento, per tanto, nella loro miscela di quei dettagli, quel gusto per l'arrangiamento, quelle sorprese capaci di far si che "Distortion of Lies" venga ad essere un lavoro sopra la media e di sicuro interesse per gli amanti della buona musica.
Al di là di queste finezze, occorre sottolineare, di nuovo, come l'album sia vigoroso, registrato in maniera sopraffina, debordante nelle sue accelerazioni in blast beats, ampolloso nelle sue squisite declinazioni sinfoniche, ferino nel comparto vocale (N-Exul fa un lavoro davvero eccellente), oscuro in una accezione quasi darkwave ed incline, quando il contagiri sale, a sconfinare in territori più propriamente Death Metal, per un effetto finale distruttivo eppure di grande fascino ed intelligenza, segnali, questi ultimi, che confermano la bontà di un gruppo che ha molto da dire con la sua musica, per quanto essa non sia classificabile in un senso unico ed abbia necessità della dovuta attenzione per essere realmente compresa nella sua deflagrante essenza nera dal piglio esistenzialista ed anti religioso.

Per quanto mi riguarda, un secondo centro pieno per un gruppo da seguire con estrema attenzione.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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