Il secondo album degli
Aerdryk, progetto solista di
C.V.B., attivo anche in act quali Wolvennest, Cult of Erinyes, LVTHN ed Erbeet tra gli altri, abbandona, in parte, l'approccio atmosferico del debut per offrirci una visione maggiormente monolitica, disturbante e nera di un black metal con chiari riferimenti agli anni '90, ma non per questo privo di caratteristiche più "moderne".
"Onzuiver" (
impuro in lingua madre) sembra essere un unico blocco impenetrabile con poche, ma valide, variazioni sia all'interno dei brani che tra un brano e l'altro e ci conduce in un abisso nel quale, metaforicamente, si erge la figura di Satana, come arma contro il cristianesimo, in una visione per niente originale a livello di concept lirico, ma certamente interessante, invece, se ci si sofferma sull'aspetto musicale poiché il songwriting, seppur, come già detto, molto monolitico, è di buon livello e riesce ad amalgamare le chitarre, dal classico tremolo picking, ad aperture di tastiera dall'ampio respiro, in maniera convincente e, soprattutto, perfettamente in linea con l'approccio misantropico di un album pesante, privo di veri spiragli di luce e "devoto" al maligno.
Aerdryk, complice anche una produzione confusa ma non caotica, crea atmosfere morbose, a volte vicine al religious, che emanano zolfo e sulle quali si staglia la voce del leader in grado di trasmette un senso di odio decisamente accresciuto rispetto a quanto fatto in passato, in un vortice di desolazione dalle zanne affilate che vi prenderanno al collo per non mollarvi più.
Questo è, dunque, black metal senza compromessi.
Questa è musica estrema nel senso profondo della parola.
Non un capolavoro, ma un album da ascoltare in completo isolamento per godere delle sue mefitiche emanazioni di rabbia e dolore che vi accompagneranno molto lontano, laddove, ne sono sicuro, la luce non potrà mai arrivare.
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