Power Paladin - Beyond The Reach Of Enchantment

Copertina 9

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2026
Durata:48 min.
Etichetta:Rock Of Angels Records

Tracklist

  1. SWORD VIGOR
  2. GLADE LORDS OF ATHEL LOREN
  3. THE ROYAL ROAD
  4. THE ARCANE TOWER
  5. AEGIS OF ETERNITY
  6. CAMELOT ROCK CITY
  7. KEEPER OF THE CRIMSON DUNGEON
  8. VALEDICTION

Line up

  • Atli Guðlaugsson: vocals
  • Bjarni Þór Jóhannsson: guitars
  • Ingi Þórisson: guitars
  • Einar Karl Júlíusson: drums
  • Bjarni Egill Ögmundsson: keyboards
  • Kristleifur Þorsteinsson: bass

Voto medio utenti

ALL'ERTA, MIEI PRODI!

State per essere travolti da un furioso tornado di nostalgica GLORIA POWEROSA, proveniente dalle Terre del Nord, precisamente dalla fredda Islanda.
E improvvisamente, come per magia, vi ritroverete catapultati nell’Età Dorata del Power Metal!

Quindi, carissimi estimatori del “power che fu”, vi conviene drizzare bene le orecchie perché qui troverete pane per vostri denti! Quegli stessi denti che non riescono più a mordere come un tempo, quando eravate dei giovini virgulti e i vostri sogni erano dominati da draghi sputafuoco, miti e leggende nordiche, gesta memorabili di eroici guerrieri e via dicendo; ma soprattutto, erano animati da fantasie, tanto entusiasmo e da un’enorme spensieratezza.

Il secondo lavoro discografico dei Power Paladin (autori già di un ottimo debutto), uscito per la Rock Of Angels Records, è quanto di più bello, genuino, veemente e maestoso, potrebbe essere concepito ai nostri giorni, almeno in ambito power.
La line-up della band di Reykjavik è la medesima di With The Magic Of Windfyre Steel, quindi con Bjarni Þór Jóhannsson e Ingi Þórisson alle chitarre, il fenomenale Atli Guðlaugsson alla voce, il bravo tastierista Bjarni Egill Ögmunndsson, il bassista Kristleifur Þorsteinsson e infine il drummer Einar Karl Jùliùsson.

Beyond The Reach Of Enchantment è un lavoro meravigliosamente intenso, sotto il profilo emotivo e dell’impatto sonoro che, pur essendo un concentrato di diverse influenze, si dimostra fresco, ispirato ed ammaliante, oltre che sorprendentemente profondo, perfino nelle sue parti più catchy.
Il sound dei Power Paladin è opulento e ridondante (non potrebbe essere altrimenti con una formazione tanto abbondante), ma corposo e, soprattutto, assolutamente non plasticoso. Le deliziose trame melodiche, dal canto loro, sono curate, ma mai stucchevoli anzi, riescono nell’impresa di risultare, al tempo stesso, intime, epiche e perfino scanzonate, evitando però, di scadere nella banalità, o peggio, nell’idiozia della parodia (tanto in voga al giorno d’oggi), mantenendo sempre la propria fiera integrità artistica.

Insomma, in poche parole: ecco come dovrebbe suonare il power metal, nel 2026!
Già immagino le obiezioni dei soliti "metallari radical chic”: “ma quindi, secondo te, dovrebbe suonare ancora oggi, come 25-30 anni fa? Che senso avrebbe?
Si, esattamente! Dovrebbe suonare proprio come allora (con una produzione migliore naturalmente), per il semplice fatto che questo genere, è figlio di quegli anni e di quelle emozioni!

E Beyond The Reach Of Enchantment fa esattamente questo!
Il disco è una commistione, ben amalgamata, di grandi classici del passato, a partire, ovviamente, dai maestri genere, ovvero Helloween e Gamma Ray su tutti, proseguendo con il melodic-power nordico di Freternia, Nocturnal Rites, Lost Horizon, Insania, Axenstar, ReinXeed, Stratovarius, ma anche, dei Sonata Arctica (dei primi due album), degli Avantasia (dei due Metal Opera) e, perché no, dei DragonForce (sempre dei primi due…aridaje!).
L’abilità dei Power Paladin consiste nell’attingere da tutte queste diverse influenze, creando il proprio personale stile compositivo, che quindi, si rivela eterogeneo, emozionante e coinvolgente.

Beyond The Reach Of Enchantment regala momenti di esaltazione totale, a partire dall’iniziale Sword Vigor che è già una palese dichiarazione d’intenti, passando per la successiva Glade Lords Of Athel Loren, maestosa nelle atmosfere, ma anche, per merito dei virtuosismi neoclassici delle chitarre. Si prosegue poi con The Royal Road che, pur nella sua natura scanzonata, non cede mai il passo alla goliardia fine a se stessa, riuscendo sempre a mantenere un tono credibile, all’interno di una solida struttura strumentale, prima di sfociare nell’epica The Arcane Tower in cui, all’inizio, fanno capolino degli echi dei Rhapsody (prima che diventassero “Of Fire”), poi il pezzo vira verso atmosfere tipiche dei Majestica, per terminare con un pizzico di Heavenly (a proposito, chi se li ricorda?).
Anche la seconda parte del disco non è da meno; Aegis Of Eternity è il classico brano sparato in doppia cassa che, col suo refrain melodico da cantare a squarciagola, fa spiccare il volo all’ascoltatore, mentre in Camelot Rock City si respirano, con goliardia e spensieratezza, atmosfere eroiche di gesta leggendarie, appartenute ad un’epoca remota. Il clima si fa leggermente più cupo, in occasione dell’affascinante Keeper Of The Crimson Dungeon, prima che il sipario cali con l’intensa Valediction brano che, riuscendo a rievocare le emozioni degli anni d’oro del genere, potrebbe anche infierire sui vostri condotti lacrimali. In tal caso, vivete con intensità questo sentimento, non vergognatevene.

Che altro aggiungere?
Se siete amanti del power sopra descritto, Beyond The Reach Of Enchantment è un disco che sicuramente vi entusiasmerà e i Power Paladin, come suggerisce il loro monicker, rappresentano una delle realtà emergenti, più interessanti di questo genere.

Ma ora, basta con le mie boriose parole; premete “play” e iniziate a volare!
Buona POWERATA a tutti!



Recensione a cura di Ettore Familiari

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.