Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:35 min.
Etichetta:M-Theory Audio
Distribuzione:Grand Sounds PR

Tracklist

  1. CZARNE DROGI XSIĘŻYCA
  2. ZWYKLI ZMARLI
  3. NIEKRWI
  4. STĒISAN AZZARAN WAKS
  5. DZIEŃ, PóŁ NOCY
  6. DER TOT ADALBERT
  7. KORONA
  8. ...PO WIDOK ZA

Line up

  • Lasota: vocals, guitars (electric, acoustic), lyre (2016-present)
  • Jan Gralla: percussion, talharpa, goat horn, wooden tube, vocals (backing) (2021-present)
  • Deiv: bass
  • Jakub Wieczerzycki: drums

Voto medio utenti

I polacchi Varmia, attivi dal 2016 e tra le cui fila milita Jakub Wieczerzycki, membro live dei Black Altar e stabilmente in line-up con gli Angrrsth – di cui ho trattato proprio recentemente – dopo aver già rilasciato quattro full-length, si ripresentano a circa tre anni di distanza dal non eccelso "Nie nas widzę" (2023), con il quinto lavoro lungo: "Lauks", coadiuvati dal patrocinio della label M-Theory Audio.

Quel che ci viene proposto con "Lauks" è un impianto sonoro tendente all'annichilimento tramite una forma di black metal ibridata con il death, dai tratti piuttosto dissonanti e dalle sfumature hardcore protese, anche se soltanto per alcuni specifici attimi, verso i parossismi del noise. Una proposta musicale che si muove agilmente tra Deathspell Omega, primi Furia, Cultes des Ghoules, echi – seppur su una via meno brutale – di realtà limitrofe agli Ulcerate, o ai leggermente più classici Cruciamentum, a cui si sommano influssi Cyber/Djent che ricordano i Meshuggah.
I Varmia, rispetto al passato, optano per una quasi totale rimozione della componente progressiva e folcloristica che di frequente si insinuava tra le trame brutalmente atonali del loro impianto sonoro, guadagnandone in termini di coesione organica; e, inoltre, modulano la componente Nera spostando leggermente il baricentro complessivo nella direzione del death più duro e intransigente, dimostrandosi capaci di coniugare l'attitudine gelida, distaccata e annichilente delle formazioni del nuovo corso, con quel piglio prevalentemente improntato verso il feeling primordiale ed immediato tipico dell'old-school.

Se siete in cerca di un disco devastante, e al contempo ricco di articolazioni eleganti, soluzioni inaspettate – tra cui alcune scelte stilistiche rinvenibili in determinati patterns di chitarra e fills di batteria dai sentori jazzistici – "Lauks" è ciò che saprà saziare i vostri più reconditi appetiti. Ammesso, e non concesso, che sarete in grado di resistere indenni di fronte alle sue caustiche tortuosità.

Recensione a cura di James Curzi

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