Copertina 8

Info

Anno di uscita:2026
Durata:46 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. THAT'S WHAT YOU GET (FOR FALLING IN LOVE)
  2. CITY OF ANGELS
  3. WIDE AWAKE
  4. FEVER DREAM
  5. THE GOOD TIMES
  6. FIRST TO BE THE LAST
  7. ALL FOR YOU
  8. AGAINST ALL THE ODDS
  9. BORN TO RISE

Line up

  • Mattias Osbäck: vocals
  • RJ Ronquillo: guitar
  • Victor Brodén: bass
  • Fred Kron: keyboards
  • Chris Reeve: drums

Voto medio utenti

Sono stati sufficienti il preludio musicale e il primo vocalizzo di Mattias Osbäck nell’opener di “Midnight transmission” per intuire che questi Transatlantic Radio avrebbero aperto una breccia profonda nel mio provato e avido cuoricino di melodic rocker.
Un segnale non del tutto privo di garanzie più solide, vedasi i curricula (anche se come vedremo, non pienamente “rassicuranti”) dei protagonisti del gruppo e l’ascolto del singolo “Wide awake”, parecchio intrigante e tuttavia non del tutto “rappresentativo” dei contenuti di un’opera che se apprezzate l’AOR ottantiano non potrete che adorare.
E allora cominciamo a sviscerare alcuni dei principali precedenti artistici del gruppo … di Osbäck ricordiamo la militanza nei Locomotive Breath, mentre R.J. Ronquillo è noto per la collaborazione con Ricky Martin, Santana, Stevie Wonder e Stone Sour e il batterista Chris Reeve ha suonato con Filter e Avril Lavigne.
Una professionalità indiscutibile che però non sembrava completamente “affine” ai presupposti stilistici del disco e apprendere che Fred Kron ha partecipato alle colonne sonore di “Anchorman 2” e “High School Musical 2” (ed è membro di lunga data della band di Jimmy Kimmel Live!) non aggiungeva alla suddetta questione inattaccabili conferme.
Rinfrancati da un breve approfondimento sulla carriera di Victor Brodén, bassista e produttore svedese (oggi residente a Los Angeles) forte di un elenco infinito di clienti di prestigio, molti dei quali attinenti al genere, si può passare alla fruizione di “Midnight transmission”, “scoprendo” che Foreigner, Toto, Journey e Danger Danger sono evidentemente icone diventate parte integrante della formazione di tanti musicisti, indipendentemente dalla parabola professionale che hanno poi intrapreso.
Insomma, accantonando illazioni e suggestioni varie, il debutto dei Transatlantic Radio è una vera delizia per gli estimatori del Rock Adulto “classico”, anche di quelli maggiormente “smaliziati” che sono certo evidenzieranno una certa meticolosità nella riproposizione “sistematica” di tutti i cliché del settore, per poi convenire con soddisfazione che tale pizzico di fatale “premeditazione” non svilisce la validità di canzoni molto coinvolgenti, suonate e interpretate con perizia e trasporto.
Ritornando alla succitata “That's what you get (For falling in love)”, difficile immaginare un modo migliore per aprire un albo di questo tipo … clima crepuscolare, melodia avvolgente, cori estetizzanti e una voce che unisce passionalità e “graffio” … tutto “funziona” alla grande e riporta immediatamente l’astante in un’epoca in cui la radiofonia era il regno di questi suoni ammalianti ed eruditi.
Andiamo ancora meglio con le favolose pulsazioni adescanti di “City of angels” e se “Wide awake” rivela il lato maggiormente “muscolare” (guitar solo courtesy of Steve Brown di fama Trixter e Tokyo Motor Fist) dei nostri, “Fever dream” scava nei sensi con il pathos di una forma di romanticismo intensa ed avvolgente, mescolando ad arte Foreigner e John Waite.
Il senso di radiosa spensieratezza che trasmette un brano dal titolo “The good times” (con tanto di break di sax in Mark Holden style) è perfetto per allontanare gli affanni di periodi “difficili” come i nostri e dopo le suggestive stratificazioni vocali di “First to be the last”, con “All for you” il (super)gruppo decide di omaggiare apertamente il pop sofisticato dei Toto, attestando come ci si possa ispirare a modelli emblematici senza scadere nella parodia.
Ad un contesto tanto avvincente si aggiungono, infine, la raggiante “Against all the odds” e la conclusiva “Born to rise” che, scontando un piccolo calo di tensione melodica, all’interno di un livello qualitativo assai elevato, finisce per rischiare di diventare il momento più interlocutorio dell’intera raccolta.
In tempi di rapporti transatlantici parecchio “complicati”, la sinergia artistica esibita dai Transatlantic Radio si dimostra certamente proficua ed efficace, conferendo a “Midnight transmission” il marchio d’eccellenza riservato alle alleanze alimentate da valori, emozioni, obiettivi e competenze convergenti.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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