Årxøytt si configura come un’entità proveniente dal quarto piano dimensionale, capace di trasmettere visioni e messaggi nella realtà umana attraverso il black metal.
“Sunder” si muove su un piano fortemente esoterico e quasi metafisico, esplorando dimensioni e universi paralleli. Il risultato è un black metal atmosferico e raw che, in certi passaggi, può richiamare le atmosfere di
Burzum, pur conservando tratti distintivi e originali: alcune dinamiche insolite, tonalità peculiari e un uso talvolta rilevante di elementi elettronici, che rimandano a progetti come
Godkiller, e
Mesarthim per gli afflati cosmici.
Il disco alterna costruzioni più leggere e melodiche a momenti furiosi, generando una miscela intensa e peculiare. Questa eterogeneità, sebbene interessante e valorizzante, produce talvolta una sensazione di lieve disomogeneità strutturale che, tuttavia, appare facilmente correggibile, considerando la giovane età del progetto.
Nel complesso,
“Sunder” offre un’esperienza valida e coinvolgente, rivelando il potenziale di
Årxøytt e lasciando presagire un futuro promettente.
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