Copertina 7

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2025
Durata:45 min.
Etichetta:Stormspell Records

Tracklist

  1. THE HAUNTING
  2. SOUVENS TOI
  3. RISE OF THE HUNTER
  4. INTO THE NIGHT
  5. SHADOWS OF THE SUN
  6. THE HEART OF A WARRIOR
  7. SANDS IN THE HOURGLASS
  8. BELLUM SACRUM

Line up

  • Joe Liszt: vocals, guitars, bass, keyboards
  • Gary Neff: drums

Voto medio utenti

"Sworn to Avenge" è già il quinto album degli Shadowkiller, nell'occasione rappresentati dai soli Joe Liszt (alla voce, chitarra, basso e tastiere) ed il batterista Gary Neff, che dedicano l'album a due dei musicisti che li hanno accompagnati in precedenza e che purtroppo sono venuti a mancare nel corso del 2025: il bassista Dan Lynch ed il chitarrista Robert Edwards, ai quali si aggiunge la dedica anche per Cindy, della quale però non ho ulteriori informazioni.

Quello che invece sappiamo è che "Sworn to Avenge" riprende e conclude quel Concept Fantasy (l'ennesima avventura che si tiene in una foresta oscura e ci narra della battaglia finale contro un male antico e oscuro...) che gli Shadowkiller avevano già affrontato nei due precedenti lavori e che lo fanno con una proposta musicale dove lo US Metal si incontra con il Power europeo con il beneplacito del Progressive Metal.

"The Haunting" si apre a rilento appoggiandosi ad un bell'arpeggio e poi cresce via via d'intensità senza però andare incontro allo scatto vincente, per quanto venga interpretata con calore e passione da Joe Liszt (anche negli Ancient Empire), il quale dà mostra anche delle sue capacità strumentali, soprattutto con quel basso che ben tratteggia lo scorrere dell'opener. Osano maggiormente "Souvens Toi", con i suoi ritmi spezzati dove si mette in evidenza il drumming di Gary Neff e quelle atmosfere che mi hanno ricordato tanto i W.AS.P. quanto gli Iced Earth, e le successive "Rise of the Hunter", "Into the Night" e "Shadows of the Sun", episodi che accentuano ulteriormente i toni grazie anche ad un apporto più incisivo nel guitarwork. E non scherza nemmeno "The Heart of a Warrior" che si sposta maggiormente sul versante più riflessivo e Progressive degli Shadowkiller, prima che il duo californiano riprenda a correre con "Sands in the Hourglass" per poi andare ad accelerare ulteriormente nella conclusiva "Bellum Sacrum", un incalzante strumentale che scopriremo tener fede al titolo.

Grande solidità quella espressa da "Sworn to Avenge", contornata da tanta qualità e dall'evidente passione messa in campo da parte di Liszt e Neff, forse manca solo qualche variazione in più e soprattutto lo spunto vincente, per quanto gli Shadowkiller abbiano comunque lasciato trasparirne la potenzialità, soprattutto sul finire del disco.


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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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