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Sworn to Avenge" è già il quinto album degli
Shadowkiller, nell'occasione rappresentati dai soli
Joe Liszt (alla voce, chitarra, basso e tastiere) ed il batterista
Gary Neff, che dedicano l'album a due dei musicisti che li hanno accompagnati in precedenza e che purtroppo sono venuti a mancare nel corso del 2025: il bassista Dan Lynch ed il chitarrista Robert Edwards, ai quali si aggiunge la dedica anche per Cindy, della quale però non ho ulteriori informazioni.
Quello che invece sappiamo è che "
Sworn to Avenge" riprende e conclude quel Concept Fantasy (l'ennesima avventura che si tiene in una foresta oscura e ci narra della battaglia finale contro un male antico e oscuro...) che gli
Shadowkiller avevano già affrontato nei due precedenti lavori e che lo fanno con una proposta musicale dove lo US Metal si incontra con il Power europeo con il beneplacito del Progressive Metal.
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The Haunting" si apre a rilento appoggiandosi ad un bell'arpeggio e poi cresce via via d'intensità senza però andare incontro allo scatto vincente, per quanto venga interpretata con calore e passione da
Joe Liszt (anche negli Ancient Empire), il quale dà mostra anche delle sue capacità strumentali, soprattutto con quel basso che ben tratteggia lo scorrere dell'opener. Osano maggiormente "
Souvens Toi", con i suoi ritmi spezzati dove si mette in evidenza il drumming di
Gary Neff e quelle atmosfere che mi hanno ricordato tanto i W.AS.P. quanto gli Iced Earth, e le successive "
Rise of the Hunter", "
Into the Night" e "
Shadows of the Sun", episodi che accentuano ulteriormente i toni grazie anche ad un apporto più incisivo nel guitarwork. E non scherza nemmeno "
The Heart of a Warrior" che si sposta maggiormente sul versante più riflessivo e Progressive degli
Shadowkiller, prima che il duo californiano riprenda a correre con "
Sands in the Hourglass" per poi andare ad accelerare ulteriormente nella conclusiva "
Bellum Sacrum", un incalzante strumentale che scopriremo tener fede al titolo.
Grande solidità quella espressa da "
Sworn to Avenge", contornata da tanta qualità e dall'evidente passione messa in campo da parte di
Liszt e
Neff, forse manca solo qualche variazione in più e soprattutto lo spunto vincente, per quanto gli
Shadowkiller abbiano comunque lasciato trasparirne la potenzialità, soprattutto sul finire del disco.
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