Sono davvero tante le suggestioni in questo bel lavoro strumentale firmato dai connazionali
Treetops.
Si comincia con
“Afasia”, un bel mix di sonorità che parte dal rock ma che grazie al sax di settantiana memoria, ai sintetizzatori spigolosi e al recitato evocativo sfocia presto in qualcosa di unico e originale.
“Ecolalia” si muove tra prog e fusion, prima di
“Memory Box”, che in alcuni momenti ricorda i Genesis bucolici di
“A Trick Of The Tail”, se non fosse per la coda avventurosa. Una muscolare e ipnotica
“Memory Is” anticipa una riuscita interpretazione del jazz elettrico contemporaneo dal titolo
“The Listener”, mentre
“Melancholia” ha più di un debito nei confronti del repertorio di Pat Metheny e di Lyle Mays.
“Solilogo” è articolata ma orecchiabile, mentre
“Dispnea” spicca per la ricerca timbrica in un contesto musicale di carattere latin.
“Eupnea” mette a sistema la scrittura settecentesca con la strumentazione moderna, e prelude all’intensa e crimsonica
“Kledia”, che controbilancia la conclusiva
“Finale”, smorzando i toni senza rinunciare alla personalità.
Un passo lungo quanto la gamba.
Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?