Nascono dalle ceneri di Ophidian e Shrivel nel 2018 quando il leader
Max Havler unisce le proprie forze a quelle di
Davide Billia (Antropofagus, ex Hour of Penance) con l'intenzione di suonare un Black melodico di matrice svedese con influenze gotiche.
Questa, in breve, la biografia degli Evoked Eclipse i quali, accasatisi con la Club Inferno Ent, danno alla stampe il loro debut
"The Cries of Evil", album che, come da intenzioni, si rifà al modello svedese di Naglfar e Dissection, ma anche Dark Tranquillity, aggiungendovi, tuttavia, una forte componente melodica, dai connotati eterei e sognanti, che aiutano a definire il mood generale di tutti i brani ed indirizzano il lavoro verso lidi in cui atmosfera e suggestioni diventano assolute protagoniste.
Certo, a tratti emerge la componente più violenta del duo, ma quello che resta impresso è l'approccio melanconico alla composizione, nonchè la volontà di puntare sui sentimenti piuttosto che sul "nero", tanto che l'album, a tratti, è difficilmente catalogabile all'interno del Black Metal andando a lambire territori anche molto distanti, ma sempre con classe ed attenzione al dettaglio.
Insomma, gli
Evoked Eclipse non saranno "duri e puri", ma la loro musica ha quel senso di misurata tristezza e brutale eleganza che la rendono affascinante soprattutto, vale la pena sottolinearlo, se si appartiene alla schiera degli ascoltatori capaci di sognare con la musica senza pretendere, per forza, estremismo fine a se stesso.
A mia sensazione, il gruppo ha margini di miglioramento, ma allo stato attuale, se si è attratti dal lato (molto) melodico dell'estremo,
"The Cries of Evil" è un lavoro che vi piacerà e vi terrà compagnia, scaldandovi, in queste fredde notti invernali.
Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?