Raramente accade che una band riesca a trovare un equilibrio perfetto tra brutalità sonora — con tutto il carico di sonorità abrasive e dure — e melodia, senza scadere nella banalità o, peggio ancora, svuotare di contenuto estremo ciò che da sempre è il custode eterno di questo genere: la musica del diavolo… il Black Metal. Gli
Actum Inferni, gruppo polacco, centrano questo equilibrio con grande maestria, confermandosi capaci di farlo sin dal loro devastante esordio discografico del 2011,
"The Embodiment of Death" (a mio personale avviso, il migliore). Se con il precedente
"Uzurpator niebiańskiego tronu" (2023) avevano forse imboccato strade eccessivamente armoniche, con il nuovo
"Insygnia diabelskiej władzy", uscito indipendentemente a fine 2025, ritrovano invece un equilibrio esemplare.
Il loro stile fonde il Black Metal svedese intriso di melodia con inflessioni Death Metal alla maniera di
Dissection,
Dawn e
Naglfar, aggiungendo la ferocia di
Marduk e
Dark Funeral, e concedendo spesso aperture più ampie verso derive Heavy/Thrash, in particolare in alcuni passaggi distintivi delle chitarre.
Si tratta di un lavoro profondamente emozionale, denso di passione e caratterizzato da una notevole ricerca compositiva, supportata da una produzione e un missaggio impeccabili che restituiscono agli
Actum Inferni un suono nitido ma abrasivo, perfettamente coerente con la tradizione originaria del Black Metal. Questo elemento permette di apprezzare appieno le complessità armoniche dei brani, e in particolare alcuni assoli di chitarra con scale fulminee davvero memorabili.
"Insygnia diabelskiej władzy" è un LP capace di conciliare vecchia scuola e nuove tendenze, soddisfacendo sia palati raffinati sia chi ama la brutalità più pura…
Black metal for all.
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