Copertina 8

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:35 min.
Etichetta:Motorcity Records

Tracklist

  1. COSMO
  2. SPADA
  3. LA NOSTRA CURVA
  4. CIBO SCADUTO
  5. LABARO
  6. DIMORA
  7. POSTO DI BLOCCO
  8. TORNADO
  9. GRANITO
  10. URO BOS PRIMIGENIUS

Line up

  • Gabbath: vocals, rhytm guitar
  • Deleterioth: lead guitar, backing Vocals
  • Chris Nunnos: bass
  • Maestro Fiacchi: bass, keyboards
  • Val Hell: drums

Voto medio utenti

Da poco è iniziato il 2026 e già cominciamo a parlare di lavori sopra la media con il ritorno in campo dei Plakkaggio.
Cosmo” esce a circa quattro anni di distanza dal fortunato “Verso la Vetta” e la prima novità che balza subito all’occhio è che se l’album precedente aveva come musa ispiratrice la montagna, questa volta invece la musa si è trovata alzando lo sguardo verso la volta celeste, oltre a ciò c’è stato pure un cambio di etichetta discografica con il passaggio da Time To Kill Records a Motorcity Records.

Addentrandoci nelle spire musicali del parto discografico in questione, si percepisce come l’afflato Metal sia ancora più forte rispetto al passato con un suono più robusto e corpulento, con le varie influenze che spingono il collettivo Plakkaggio a lambire il Power e pure il Black Metal o a certe cavalcate in odor di Heavy Metal britannico dei bei tempi andati.
Il bello di questa realtà musicale di Colleferro è che di cose di cui parlare ce ne sono davvero tante e potrei pure mettermi a fare uno di quei verbosissimi track by track e dargli pure un senso a quella insensata fiumana di parole, viste le idee presenti.
La struttura dell’album ha dei collegamenti con i precedenti e come punto fermo vede la presenza di una canzone dedicata alla preistoria o alla mitologia (“Uro Bos Primigenius” e il suo Black Metal in odor di Norvegia anni ’90 con tanto di blast beat, scream e voce femminile), come pure la presenza di una cover/omaggio (questa volta è toccato ai Megadeth con l’eloquente “Tornado”). Alle novità vanno ad aggiungersi le tastiere squisitamente anni ’80 dell’orecchiabile “Cibo Scaduto” che tanto tendono ad un certo tipo di Rock, la melodica “Labaro” (che se non fosse per la voce di Gabbath si farebbe fatica a capire che sia opera dei Plakkaggio) e all’insolita abbondanza di assoli (se si parla di Oi!).

Cosa doverosa poi è sottolineare come i testi di questa realtà musicale siano ben lontani da certi stereotipi che aimè attanagliano una bella fetta dell’Oi!, con l’uso di un vocabolario più vario rispetto a quanto si è abituati in molti lidi, con il rispolvero di termini desueti e i tanti riferimenti di vario tipo che si possono cogliere nelle righe che compongono i testi di queste canzoni.

Un frullato musicale ben amalgamato e attento alle melodie, anche e soprattutto vocali, che tramuteranno certe canzoni in episodi imprescindibili in sede live ed un trait d’union tra due universi in realtà nemmeno così distanti.
In questi ultimi Plakkaggio la melodia la fa da padrona senza dubbio, ma al tempo stesso l’energia e la potenza non vengono (quasi) mai sacrificati sull’altare riuscendo a tenersi in bilico in questo sottile (e fragile) equilibrio.
In soldoni, questo “Cosmo” prosegue sulla scia dell’ottimo “Verso la Vetta” e potrebbe piacere tanto ad un fan dei Cock Sparrer, quanto ad un fan dei Judas Priest.

Bentornati Plakkaggio, fa piacere vedere che nonostante siate sulle scene da più di vent’anni, sugli allori proprio non ci volete stare!
Recensione a cura di Seba Dall

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