I
Deathraiser sono una Thrash metal band brasiliana nata nel 2011– la cui prima incarnazione risale al 2006 sotto il nome
Merciless – che al momento vede all'attivo la pubblicazione di due full-length:
"Violent Aggression" (2011), e
"Forged in Hatred", rilasciato proprio in questi giorni di inizio 2026 tramite la
Xtreem Music.
Ci sono voluti ben 15 anni per avere un erede di
"Violent Aggression", disco 80's che tanto mi era piaciuto al tempo, il quale si muoveva su coordinate furiose e spontanee assai affini ai
Kreator e ai primi
Sadus, ma anche a band del panorama brasiliano come
Sextrash,
Attomica e i più recenti
Violator.
"Forged in Hatred" prosegue sulla stessa via dell'esordio, ma lo fa con meno spontaneità e più perizia tecnica, sia in fase di esecuzione/songwriting che di produzione in studio.
I suoni restano fedeli ai canoni dell'old-school, ma appaiono leggermente levigati e più nitidi, con un'attenzione maggiore al groove (pur senza esagerare), e le composizioni risultano complessivamente più studiate.
Questo se da un lato può essere apprezzabile, dall'altro toglie un po' di mordente a un gruppo che trova la sua strada migliore quando pesta come un forsennato sul filo di tremolo, pal mute e tupa tupa essenziali, in cui il Thrash si sporca di venature Black/Death, e ciò che più è in grado di entusiasmare è la violenza cieca, assassina, sanguinaria. Non che attualmente queste coordinate non siano presenti, ma non fluiscono con la stessa genuinità dell'esordio, dando tra l'altro un discreto spazio a frangenti più cadenzati in mid tempo non sempre avvincenti.
Questo secondo LP dei
Deathraiser riconferma che per quanto possa essere apprezzabile – non essenziale – un'ottima tecnica esecutiva, non lo è altrettanto, in ambito Thrash, uno studio meticoloso, quasi a tavolino, delle singole tracce.
In ogni caso,
"Forged in Hatred" resta un prodotto di indubbio valore… Il problema risiede semplicemente nel fatto che io mi aspettavo qualcosa in più.
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