Uttertomb - Nebulas of Self-Desecration

Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2024
Durata:43 min.
Etichetta:Pulverised Records
Distribuzione:Plastic Head / Soulfood

Tracklist

  1. NEC SPE NEC METU
  2. EXHUMATION OF THE WOMB'S SPLENDOUR
  3. GRACELESS THAUMATURGY
  4. OPISTHOTONIC FUNERALS
  5. AURORA CRUORIS
  6. SERAPHOBIA
  7. OMINOUS FLESH RELINQUISHMENT
  8. NEBULAS OF SELF-DESECRATION

Line up

  • AV: Drums (2011-present)
  • SS: Guitars (lead), Vocals (2011-present)
  • JR: Bass (2018-present)
  • JC: Guitars (rhythm) (2023-present)

Voto medio utenti

Gli Uttertomb sono una death metal band cilena formatasi nel 2009, inizialmente sotto il moniker di Ultratomb.
Hanno all’attivo un demo, qualche EP, un paio di split, e giungono oggi al traguardo del loro primo full-length, rilasciato tramite la Pulverised Records: “Nebulas of Self-Desecration”.

I cileni si mantengono sul solco di un death/doom che ha come stella madre gli Incantation e secondariamente gli Autopsy di “Mental Funeral” (1991).
I brani sono costruiti bene, con una giusta alternanza di passaggi furiosi e rallentamenti che ci portano direttamente tra le spirali della morte.
Per quanto riguarda le parti cadenzate, oltre ai già citati Incantation, vi troviamo molti riffs e atmosfere di stampo doom affini ai primissimi Paradise Lost (molto più crudi) sconfinanti in passaggi opprimenti di matrice funeral doom/ brutal, i quali, abbinati ad una produzione lo-fi dal flavour analogico, mi hanno ricordato alcuni momenti dei Thergothon
Tritoni, arpeggi e soli di chitarra ereditati da “South of Heaven”(1988), “Season in the Abyss”(1990), “Blessed are the Sick”(1991), et similia.
Una bella miscela non c’è che dire… e se dunque è vero che i nostri non inventano niente di nuovo, vi è da segnalare che le influenze a cui restano così tanto legati passano attraverso un forte processo di soggettivazione, in grado di far sì che “Nebulas of Self-Desecration” non sia un disco copiato, ma semplicemente un’ottima opera d’arte che si mantiene fedele a quelli che sono i canoni espressivi del death old-school.
È un disco che sa di morte… Ed è proprio il sapore della morte che manca alla maggior parte delle opere odierne.
La macabra oscurità emanata dai cileni è palpabile, e passa anche attraverso un sentore di mistica spiritualità che – salvo felici eccezioni – ormai si è perso da anni in questa tipologia di prodotti.
Questo è un death metal che oltre ad essere evocativo è anche “efficace": ovvero in grado di dare delle notevoli mazzate nei denti quando le velocità iniziano a salire.
Lontano da ogni forma di tecnicismo e di modernità sonora artefatta.
Per farvi comprendere meglio la tipologia di oggetto che potreste trovarvi tra le mani vi inserisco alcune piccole informazioni…
Il platter è stato registrato in diverse location e vi hanno messo mano più soggetti, tra cui: DM6 Studio di Pablo Clares (Procession, Abrekadaver, Slaughtbbath, ecc), con il mixaggio di Claudio Salinas presso Maestro 3 Studio (Coffin Curse, Demoniac, Suppression, ecc). Il mastering invece è stato curato da Patrick W. Engel presso il Temple Of Disharmony (Dismember, Occultation, Asphyx, ecc.).
Mentre per quanto riguarda l’artwork della copertina è stato realizzato dall’illustratore serbo Khaos Diktator (Devourment, Fuming Mouth, Gaerea, ecc.).
Qui non troverete plastica, batterie ipertriggerate e raffinatezze astruse.
Solo morte. E così deve essere.

…Un LP adatto esclusivamente a chi è realmente “dentro” al death metal.

Recensione a cura di DiX88

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