Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2023
Durata:44 min.
Etichetta:MDD

Tracklist

  1. PROPHECY PT. I (INTRO)
  2. SUDDEN DEATH
  3. MOTHER EARTH MELTDOWN
  4. SILENT CRY
  5. LEAVE THE PAST BEHIND (INCL. DEATHZONE)
  6. IN MY MIND
  7. PROPHECY PT. II (INTERLUDE)
  8. EMOTIONAL OVERLOAD
  9. ROTTEN TO THE CORE
  10. DAY OF THE DEAD
  11. SENTENCED
  12. PROPHECY PT. III (OUTRO)

Line up

  • Daniela Karrer: vocals
  • Max Hunger: guitars (lead)
  • Ben Heber: bass
  • Till Hartmann: drums
  • Olaf Danneberg: guitars

Voto medio utenti

Si puo' suonare classici eppure moderni?
Tradizionali eppure innovativi?
Pare proprio di si ascoltando i teutonici Headshpot, capitanati dalla bionda singer Daniela Karrer. la cui proposta musicale è un riuscito mix fra Thrash tradizionale, linee melodiche, uso di strumenti particolari come l'Irish Bouzouki e un tocco di tastiere.
Per un certo verso ricordano i Children Of Bodom più tecnici, ma mantenendo le radici ben salde nella Bay Area per quanto riguarda l'impatto sonoro, esempio lampante sono le lunghe suite "In My Mind" e "Day Of The Dead" nelle quali la summa della musicalità dei Nostri trova le massime espressioni unendo melodia, velocità, e momenti atmosferici.
Punto di forza sono le vocals rabbiose ma intellegibili della cantante e gli intrecci chitarristici al fulmicotone con virtuosismi - specialmente in sede di assoli - gran uso di stop&go e mid tempo con fulminee accelerazioni. Le canzoni sono piacevoli da ascoltare in quanto musicalmente varie e ricche di variazioni ("Sudden Death", "Silent Cry"), il muro di suono è imponente ma mai soffocante o, peggio, caotico. I suoni sono potentissimi ma chiari e ben definiti grazie soprattutto ad una successione di riffs azzeccati che fanno scapocciare pur nel loro tecnicismo ("Mother Earth Meltdown" ) e ad una sezione ritmica martellante ma pulita col basso spesso in evidenza. Da segnalare i brevi Interludi musicali in apertura e in chiusura che fanno da cornice a questo "Make Us Survive!” che altro non è, sorpresa (!), che la riproposizione dei migliori brani dei primi due album della band (“Brain at Risk” del 1996 e “Emotional Overload” del 1999) qui ri-registrati nuovamente per festeggiare i trent’anni di carriera.
Un "best of " che non dovete lasciarvi sfuggire se amate queste sonorità.

Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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