Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2023
Durata:54 min.
Etichetta:Napalm Records

Tracklist

  1. AUER
  2. DISEASED
  3. LIGHT REVEALS OUR WOUNDS
  4. WHITE CRADLE
  5. THE GROUND STILL BURNS
  6. FEAR TRAVELS FAST
  7. THE HANGING BLADE
  8. SIRENS

Line up

  • Harri Sunila: guitars
  • Nico Mänttäri: guitars
  • Jaakko Mäntymaa: vocals
  • Nico Heininen: drums
  • Niko Lindman: bass
  • Aapo Koivisto: keyboards

Voto medio utenti

Erano una bellissima promessa ai tempi del debut "Horror Vacui" che si è trasformata in una splendida realtà nel successivo "Ruins" e si è riconfermata tale nel terzo lavoro "Fata Morgana".
Oggi - a 10 anni esatti dalla fondazione - i finnici Marianas Rest appartengono di diritto alle band di primo piano del doom/death melodico, reclamando il proprio ruolo (sottovoce, come nel loro stile, ci mancherebbe) con il nuovo album "Auer", edito ancora da Napalm Records.

La gelida, soffusa, distante bellezza della musica del sestetto di Kotka risiede, come da consolidata abitudine, nelle atmosfere oscure, oniriche, malinconiche, pesanti riversate su disco: quello che sembra essere un viaggio in un luogo bellissimo ed accogliente si rivela un calvario ossessionante e privo di speranza.
L'opener "Auer" è paradigma di quanto espresso sopra, ma in ogni brano le melodie strazianti e malinconiche, le voci che alternano urla disperate a passaggi sognanti e delicati, i riff taglienti creano un diluvio di emozioni contrastanti.
Ruolo fondamentale in questo inebriante fiume di musica è affidato alle tastiere di Aapo Koivisto, che accompagnano discrete il lavoro delle chitarre o si prendono la scena mettendosi in proprio maestose come nella sognante "White Cradle".

Non c'è luce che possa squarciare il velo spettrale di angoscia e sofferenza che avvolge il mondo dei Marianas Rest, e se un raggio dovesse provarci servirebbe solo a rivelare la profondità delle ferite inferte ("Light Reveals Our Wounds").
In questo panorama dev'essersi sentito a casa l'ospite che ha contribuito a dare a "Sirens" - capitolo conclusivo di "Auer" - un tocco gotico: parliamo naturalmente di Aaron Stainthorpe dei monumentali My Dying Bride.
Quattro dischi meravigliosi in un decennio: solo le band di caratura superiore hanno questa media; e anche se nel mio cuore "Fata Morgana" resta insuperato, "Auer" ha già un posto prenotato nella top ten di questo anno di grazia.
E questo - nonostante moltissimi si ostinino a riempire le tasche delle solite e ormai vuote cariatidi sdentate - mi riempie di speranza per il futuro della Musica degli Dei.

Marianas Rest - "Auer" (full album)



Recensione a cura di Alessandro Zaina

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