Copertina 8

Info

Anno di uscita:2022
Durata:58 min.
Etichetta:Elevate Records

Tracklist

  1. THE MISSION (FEAT. MARK BOALS)
  2. THE END OF MY WORLD?
  3. THE ANCIENT THRONE OF TESSEV V (FEAT. VICKY PSARAKIS)
  4. THE INVADERS’ CHRONICLE PART 1: WE CAME IN PEACE (FEAT. AMANDA SOMERVILLE)
  5. THE LAST MAN OF ICE (FEAT. SNOWY SHAW)
  6. THE INVADERS’ CHRONICLE PART 2: IN HOC SIGNO VINCES (FEAT. GIANLUCA MASTRANGELO)
  7. GENERATION CLASH (FEAT. MIKE MILLS + CHRIS BOLTENDHAL)
  8. REVENGE OF THE LAST (FEAT. NINA OSEGUEDA)
  9. THE END OF YOUR WORLD
  10. NOTHING LEFT TO LOSE (FEAT. MARCELA BOVIO)

Line up

  • Fabio Rancati: story, production
  • Enrico Scutti: vocals
  • Luigi Iamundo: main composer, rhythm guitar
  • Giorgio Novarino: bass
  • Lele Mr. Triton: keyboards
  • Leonardo Porcheddu: lead guitar
  • Carlos Cantatore: drums
  • Douglas Docker: lyrics

Voto medio utenti

Quella che viene presentata come “un’opera metal diversa ed innovativa, un viaggio interstellare alla scoperta dell’universo del Chronomaster e delle sue avventure” - e che si allaccia alla saga Docker’s Guild di Douglas R. Docker (qui in veste di autore degli ottimi testi, come per il primo capitolo del Vivaldi Metal Project) - è prima di tutto un lotto di belle canzoni, solide, ben arrangiate e ben interpretate (a prescindere dall’ennesimo cast stellare coinvolto).

C’è il progressive metal ricercato e “spaziale” di memoria ayreoniana (“The Mission”), così come non mancano episodi dal gusto gothic e oriental (“The Ancient Throne Of Tessev V.”, “We Came In Peace”), momenti thrash (“In Hoc Signo Vinces”, dal piglio epico), brani a loro modo nostalgici (“Revenge Of The Last”, a cavallo tra Crimson Glory e metal neo-classico) e altri più sperimentali (penso all’elettro-hard rock di “The End Of Your World”).

La conclusiva “Nothing Left To Lose” è la traccia dal respiro più rockoperistico, con un finale che si sviluppa alla maniera di “Finally Free” dei Dream Theater, ma non senza personalità. I vari interpreti che affiancano Enrico Scutti in “The Android Messiah” non hanno bisogno di presentazioni, e spaziano da Snowy Shaw (superlativo in “The Last Man Of Ice”) a Mark Boals (non riesco a non pensare a Genius quando sento la sua voce), passando per Amanda Somerville e Marcela Bovio.

Una bella sorpresa in un genere un po’ sottotono come quello delle opere metal.

Recensione a cura di Gabriele Marangoni

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