Schauer - Roaring Thunder Of Days Long Passed

Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2022
Durata:35 min.
Etichetta:Kvlt und Kaos Productions

Tracklist

  1. THE HORROR IN THE VALLEY
  2. ROARING THUNDER OF DAYS LONG PASSED
  3. PALE STARS TO OBSERVE OUR LONELINESS
  4. IN THE FRAIL ARMS OF FOREIGN GROUND
  5. BE STILL THIS ANIMAL SPIRIT

Line up

  • Michael Seedoch: guitars, keyboards, drums, vocals (backing)
  • Kilian Bauer: vocals, bass

Voto medio utenti

Gli austriaci Schauer sono al loro esordio discografico con una proposta che loro stessi definiscono "a metaphysical journey through the human mind" con ispirazione derivante dalla natura, meravigliosa aggiungo io, del loro Paese.
Questo negli intenti.
Nella pratica, che poi è quella che conta, nella musica come nella vita, a me "Roaring Thunder Of Days Long Passed" ha dato l'impressione di essere un album un po' confuso poiché il duo segue tante strade diverse senza focalizzarsi bene su una di esse in maniera precisa.
I cinque brani che costituiscono l'album, infatti, si muovono, tutti, in territori piuttosto atmosferici, sfiorano ambiti depressive, ti fanno venire in mente il Burzum più cadenzato, presentano un suono rozzo e crudo, improvvisamente pestano sull'acceleratore come nella migliore tradizione black metal dei primissimi anni '90, qui e la si adagiano su plumbei sentori di doom, a volte ti catapultano in "mondi" Ambient... Insomma, tanta carne al fuoco alla quale non giova un approccio vocale sgraziato ed in contrasto stridente con gran parte della musica, per tacere delle terribili vocals "pulite", fortunatamente poche, che possiamo ascoltare.
Quello che ho scritto fino ad ora non vuol dire, tuttavia, che "Roaring Thunder Of Days Long Passed" sia un lavoro da evitare, anzi, diversi spunti, soprattutto in chiave atmosferica (quasi alla Agalloch) sono molto interessanti, e l'ascolto scorre via anche con intimo piacere se si lasciano perdere i difetti di cui sopra e ci si concentra solo sulle partiture migliori e più eleganti sulle quali, a mio parere, anche gli Schauer stessi dovrebbero focalizzarsi, lasciando perdere il loro lato più marcio che mal si sposa con tutto il resto.
Per ora, la sufficienza è pienamente raggiunta, ma credo che in futuro il gruppo, consideratone l'indubbio talento, potrà migliorare, soprattutto se saprà definire meglio la propria personalità e, di conseguenza, il proprio suono.
In ogni caso, io, amante di tutto ciò che è fuori norma, il tasto play lo premo di nuovo, e lo farò ancora sicuramente, perché qui dentro c'è quel qualcosa che mi attira...
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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