Copertina 7

Info

Anno di uscita:2021
Durata:21 min.
Etichetta:Personal Records

Tracklist

  1. UPHOLDERS OF EVIL
  2. LORD OF POSSESSION
  3. METAL CRUSADERS
  4. CURSE OF THE LYCANS
  5. BLACK SPELLCRAFTERS
  6. PESTILENTIA

Line up

  • Middernacht: vocals
  • Invoker: guitars
  • Horrifier: bass
  • Lord Tchort: drums

Voto medio utenti

Se è vero che molte delle thrash metal band storiche (non tutte, fortunatamente) hanno evoluto il proprio sound strizzando un po’ troppo l’occhio alle mode del momento, per risultare più piacione e vendere qualche decina di migliaia di copie in più, è altrettanto vero che l’underground più puro continua a sfornare band validissime che pubblicano quei dischi autentici e sanguigni che ci piacerebbe poter ancora ascoltare dai big di cui sopra.

A me, sinceramente, di chi li pubblichi importa poco, quello che conta è poter mantenere vivo il vero spirito metal, quello genuino, pieno zeppo di attitudine e spontaneità, non dovendo fare i conti con i dati di vendita. Se poi queste giovani band arrivano anche da posti esotici, mi gaso ancora di più, perché è la dimostrazione lampante di come un certo tipo di attitudine e mentalità siano assolutamente trasversali e non portino bandiere di nessun tipo e colore.

Dopo le scoperte degli ultimi anni, mi arriva tra le mani l’EP di esordio di questa giovanissima band (sia all’anagrafe, sia come carriera, visto che si è formata soltanto l’anno scorso) che viene niente meno che dalla lontanissima e sicuramente poco metal (almeno storicamente) Indonesia. E lo fa con tutta la grinta e la rabbia del caso, sfornando cinque brani (la titletrack è soltanto un’intro di poco più di un minuto) che sono cinque schegge impazzite, in pieno eighties style.

Si parte, ovviamente, prendendo spunto dai grandi numi tutelari del passato, ma se si analizzano bene le composizioni, si capisce come i nostri abbiano cercato di incamerare più influenze, quindi il riffing passa con assoluta naturalezza dallo stile più marcatamente thrash (Hobbs Angel Of Death, Infernal Majesty) ad influenze ora blackose, ora più moderne (spesso mi sono venuti in mente i Terror 2000, ma meno tecnici ed esasperati), il che rende il tutto più appetitoso, sicuramente.

Il quartetto ci sa fare, e per essere un EP di esordio posso affermare che la band appare già sufficientemente matura, e brani più vari come “Black spellcrafters” o “Curse of the lycans” lo dimostrano senza tema di smentita. Ovviamente la registrazione è abbastanza amatoriale, ma si tratta pur sempre di un EP, e devo ammettere che non è poi così pessima, anzi, mi fa piacere ascoltare qualche imperfezione qua e là, come la batteria che a volte viene soffocata dalle chitarre, a fronte di produzioni perfette ed iper plasticose.

Se le premesse sono queste, gli Spellforger vanno assolutamente aggiunti alla lunga lista che si sta formando ultimamente di giovani thrash metal band che potranno sicuramente, nei prossimi anni, tenere vivo il sottogenere più verace e genuino del metal!
Recensione a cura di Roberto Alfieri

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