Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2020
Durata:43 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. THE GOSPEL
  2. FATAL DISTRACTION
  3. I GOT MY MONEY WHERE MY MOUTH IS
  4. HELP I’M IN HELL
  5. IT’S ALL IN VAIN
  6. STRANGERS IN MY HEAD
  7. DRUGLAND WEEKEND
  8. BROKEN LOVE
  9. GO…
  10. WINDING ROAD

Line up

  • Chip Z’nuff: bass, vocals
  • Tory Stoffregen: guitars
  • Alex Kane: guitars
  • Dan Hill: drums
  • Mike Portnoy - Ringo / Beatles replica kit by TAMA - Track 5
  • DAXX “Cheap Trick” Nielsen: drums on tracks #2, #4, #7, #9
  • Steve Ramone: guitar on tracks #2, #8
  • Tony Fennell: guitar on track #3
  • Joel Norman: piano track #1
  • Brian Ray: guitar on track #8
  • Ace Frehley: inaudible lead guitar on track #7

Voto medio utenti

L’immarcescibile lezione impartita dai Beatles ha fatto la fortuna di numerosissime formazioni musicali e tra queste possiamo tranquillamente annoverare gli americani Enuff Z’nuff, capaci di contaminare le inconfondibili melodie dei baronetti britannici con le sonorità dell’hard-rock, sulla scia di un colosso del settore denominato Cheap Trick.
Una carriera, quella dei nostri, caratterizzata da un picco iniziale (l’omonimo del 1989, trainato dai singoli “New thing” e “Fly high Michelle” …) e da tanti buoni lavori all’insegna del loro coerente credo artistico, in cui il rischio d’incorrere in un’eccessiva leziosità è, però, obiettivamente altissimo.
Ebbene, un po’ come il precedente “Diamond boy”, anche il nuovo “Generation brainwashed” mette in luce i difetti “costituzionali” della proposta degli Enuff Z’nuff, accentuati dalla voce non particolarmente duttile di Chip Z’nuff, unico supersite della formazione primigenia del gruppo.
L’impressione è che da quando il vocalist originale Donnie Vie (nemmeno lui un fenomeno della fonazione modulata, invero, e tuttavia piuttosto funzionale al canovaccio espressivo …) ha abbandonato questi lidi, lasciando la leadership canora al bassista, si sia incrementata anche l’inerzia della formula stilistica, gradevole ma alla lunga un po’ troppo lineare e stancante.
In un programma che si attesta complessivamente su livelli di “mediocrità superiore”, meritano una particolare menzione la vaporosa “Fatal distraction”, la grinta di “I got my money where my mouth is” e la strisciante contagiosità di “Strangers in my head” (con Vie in veste di special guest … un caso che sia uno dei brani migliori?), mentre “Help I’m in hell”, “It’s all in vain” e “Broken love” ostentano una devozione ancor più spiccata per i summenzionati modelli, sfiorando “pericolosamente” l’operazione riciclaggio (o, al limite, l’auto-riciclaggio).
Drugland weekend” aggiunge un pizzico di ombrosa distorsione all’impasto sonico (può ricordare qualcosa di “Animals with human intelligence”) e se “Winding road” svela il lato maggiormente rootsy della band, “Go …” riprende a diffondere la tipica miscela di note passionali e soffici che la contraddistingue, consentendomi così di esaurire le annotazioni su un albo ampiamente decoroso, che non spiace anche per la critica a un mondo sempre più stordito e apatico (dipendente dalla tecnologia … vedere anche la copertina del disco e la sua esplicita naiveté …), ma che difficilmente collocherà gli Enuff Z’nuff tra i grandi protagonisti di questo musicalmente fecondo anno 2020.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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