Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2020
Durata:39 min.
Etichetta:Rockshots Records

Tracklist

  1. FREEDOM UNCHARTED (FEAT. SHERI VENGEANCE)
  2. SURREAL
  3. FORSAKEN (FEAT. SHERI VENGEANCE)
  4. MATRIX (FEAT. SHERI VENGEANCE)
  5. SHROUD OF SOLITUDE (FEAT. MICHALINA MALISZ FROM ELUVEITIE)
  6. THE HAUNTING
  7. FREAKS
  8. MIST FILLED SKY
  9. HUMANITY
  10. LACUNA

Line up

  • Victoria K: vocals
  • Brett Garsed: guitars
  • Rich Panaia: bass
  • Chris Rourke: bass on "Lacuna"
  • Lee Bradshaw: keys, piano, synth
  • Gerry Pantazis: drums

Voto medio utenti

"Essentia", è l'esordio discografico per i Victoria K, che scopriamo essere un più che riuscito blend di Symphonic Metal e Dark Gothic, in grado di non ricalcare in maniera troppo sfacciata i più quotati gruppi del genere, quelli che possono comunque essere presi come punti di riferimento, tra Within Temptation, Delain, Lacuna Coil o Evanescence.
E nel farlo non solo sfrutta le potenzialità della cantante Victoria Kokkino e dei musicisti che la accompagnano sul disco, su tutti l'esperto chitarrista jazz fusion Brett Garsed (ha collaborato con Derek Sherinian nei Planet X), ma anche un songwriting efficace e una resa sonora che cercano di uscire dai soliti binari e così riescono a far affiorare l'album tra le tante uscite che affollano il settore.

"Freedom Uncharted" si presenta dapprima energica e vibrante per poi svolgersi in modi più melodici e inquietanti con l'ammaliante voce di Victoria contrastata da quella in growling di Sheri Vengeance, cantante dei Black Like Vengeance. Già dall'opener è evidente come, pur chiaramente al centro del progetto, Victoria non ecceda nel protagonismo, ma cerchi di restare sempre funzionale ai brani, come a loro volta questi lo sono rispetto all'album nel suo complesso, mantenendo la forma "canzone" ed evitando inutili diluizioni. Infatti, solo due episodi superano i quattro minuti di durata, e curiosamente sono proprio quelli che aprono, la già citata "Freedom Uncharted", e chiudono la tracklist, nel caso "Lacuna", qui in una nuova registrazione rispetto al versione del singolo uscito circa un anno fa.
Nel mezzo altri otto brani dove si alternano momenti potenti con altri quasi fragili e melodici, con larghi squarci orchestrali e che scorrono via senza annoiare o voler stupire ad ogni costi. Poi ne troviamo un altro paio dove si ripresenta la combinazione vincente con Sheri Vengeance, mentre sulla più delicata e orchestrale "Shroud of Solitude" scopriamo l'altra guest, Michalina Malisz (dagli Eluveitie) alla ghironda, e non manca nemmeno un brano urgente ed immediato come "Freaks" cui si contrappongono i passaggi più articolati di "Mist Filled Sky". E non possiamo far loro una colpa se qua e là ci scappa comunque qualche rimando un po' più evidente, come le atmosfere alla Evanescence di "Surreal" o quelle più vicino ai Kamelot di "Matrix".

Infine, fa piacere scoprire che i Victoria K, che inizialmente dovevano essere solo un progetto solista della talentuosa e giovanissima interprete australiana, si siano trasformati in una vera e propria band, con una line-up nuova di zecca, che ci si augura possa essere in grado di supportare - quando sarà possibile ovviamente - dal vivo questo disco, ma anche di dargli un degno successore.



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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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