Copertina 8

Info

Genere:Avantgarde
Anno di uscita:2019
Durata:73 min.
Etichetta:Eisenwald

Tracklist

  1. SOVEREIGNTY
  2. IN GLORIA IN EXCELSIS MIHI
  3. RUNENBERG
  4. HARK! THE BATTLECRY IS RINGING
  5. LAST WILL
  6. SLEEP
  7. WINTERNACHT

Line up

  • Danny Costa: bass
  • Charlie Mumma: drums
  • Carl Annala: guitars
  • Jared Huston: guitars, vocals
  • Markus Wolff: vocals, moog synthesizer, bones
  • Set Sothis Nox La: guitars, vocals

Voto medio utenti

"Acéphale (dal greco ἀκέφαλος, akephalos, senza testa) è stata una rivista fondata dal filosofo francese Georges Bataille e pubblicata fra il 1936 e il 1939. Alla rivista era legata una società omonima i cui membri avevano fatto voto di segretezza". (Wikipedia).

Sin dalla scelta del monicker il gruppo di Portland, Oregon, evidenzia un approccio filosofico e letterario alla musica che si traduce, inevitabilmente, in una proposta che, già dai primissimi lavori, risulta impossibile da definire in senso univoco vista, inoltre, la multiformità di un suono che attinge a piene mani da generi anche molto distanti.
Il nuovo album del gruppo, che segue a ben dieci anni di distanza dal precedente, ottimo, "Stahlhartes Gehäuse", è, infatti, un'opera "mastodontica", parliamo di oltre settanta minuti di musica, all'interno della quale Set Sothis Nox La (fondatore e anima dei Nostri) pur restando fedele alle radici metal estreme del suo progetto ed ai temi storici letterali, incorpora elementi di dark folk (non è un caso la partecipazione di Genevieve Beaulieu cantante dei Menace Ruine, band blackened folknoise canadese), spoken words dal forte sapore di "tradizione", forme d'arte quasi marziali e violento Black Metal in una miscela, molto personale, che risplende eterea ed imprevedibile ad ogni singolo passaggio.



La prima considerazione che ho fatto ascoltando l'album è che il lavoro di arrangiamento a cui è stato sottoposto "L'Acéphale" in fase di stesura dei pezzi ha del maniacale: qui dentro niente, ma proprio niente, infatti sembra essere stato lasciato al caso.
Ogni nota, ogni inflessione, ogni melodia è stata calcolata con perizia e lucida follia, e tutto quello che ne viene fuori è, letteralmente, scioccante nel suo costante vorticare.
Impossibile, infatti, resistere al fascino di canzoni che sono vere e proprie suite (parliamo, anche, di pezzi che arrivano a quasi venti minuti) nelle quali si viene costantemente catapultati da momenti estremi a partiture di pesantissimo doom, da trame neofolk / marziali a soluzioni quasi new wave, dagli Agalloch più eleganti (l'ex gruppo di John Haughm è una forte influenza) al prog death/black metal più devastante al quale si possa pensare (i blast beats non mancano di certo), senza che ogni singola nota risulti fuori posto o, peggio, forzata per un risultato finale che, lasciatemelo dire, si avvicina pericolosamente alla pura genialità.
E' evidente che ascoltare un album come questo richiede impegno e dedizione vista la sua multiformità, ed è altrettanto chiaro che sarà impossibile coglierne tutte le sfumature con pochi ascolti.
"L'Acéphale" appare, sin da subito, un qualcosa di "distaccato" dalla realtà, appare selvaggio ed indistruttibile nel suo essere anche delicato, appare, a voler spingersi in profondità, qualcosa all'avanguardia, un album composto, cioè, da sette tracce dannatamente "epiche", monolitiche e vorticose che riescono a rendere accettabile (anzi piacevole) anche la cacofonia della sua estrema ferocia dandoci lo spaccato di doti compositive sicuramente speciali e fuori da qualunque schema prefissato.
Come ricordavo più in alto, ci sono voluti dieci anni al gruppo per partorire questo monolite dall'aura luminosa, ma, mai come in questo caso, l'attesa viene ripagata da un disco sensazionale e "raro" che dovrebbe essere ammirato per la sua bellezza e pazzia.

Secondo voi accadrà?


Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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Inserito il 01 mag 2019 alle 23:39

conturbanti! dope fa scoprire sempre cose di valore

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