Copertina 7

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2018
Durata:72 min.
Etichetta:InsideOut Music

Tracklist

  1. GUEDRA - A NEW PYRAMID
  2. GUEDRA - THE BLUE LAKE OF UNDERSTANDING
  3. GUEDRA - PATIENCE
  4. GUEDRA - ENTER THE CENTER
  5. THE GOLDEN ARC - THE PERSIMMON TREE
  6. THE GOLDEN ARC - TURN THE WORLD OFF
  7. THE GOLDEN ARC - AMERICA
  8. THE GOLDEN ARC - FOR A POUND OF FLESH
  9. VIBRATIONAL - THE SYSTEM AND BEYOND
  10. VIBRATIONAL - MYSTERIES, NOT ANSWERS
  11. VIBRATIONAL - ALTARS OF THE GODS
  12. VIBRATIONAL - EVERYWHERE AT ONCE
  13. VIBRATIONAL - INSOMNIA
  14. ANUNNAKI - LORD WIND
  15. ANUNNAKI - PATTERNS OF LIGHT
  16. ANUNNAKI - A COMPROMISE
  17. ANUNNAKI - HISSING THE WAVE OF THE DRAGON
  18. ANUNNAKI - EVERYTHING'S FALLING APART

Line up

  • Ryan Hurtgen: vocals, piano
  • Johannes Luley: guitar, bass, production
  • Jesse Nason: keyboards
  • Ben Levin: drums

Voto medio utenti

I Perfect Beings - insieme ai Frost* - sono tra i più apprezzati esponenti della "nuova scuola progressiva" capace di dare una lettura moderna del sound ultracollaudato dei vari Yes, Pink Floyd e Genesis.

Detto ciò, il terzo lavoro degli americani mi ha un po' spiazzato, non tanto per la difficile riconoscibilità della proposta (all'inizio non ero così sicuro di stare ascoltando i Perfect Beings), quanto per l'enorme mole di nuove idee messe in campo, responsabile di un minutaggio non proprio alla portata di tutti.

Quattro suite divise in 18 brani - per un ipotetico doppio vinile - vanno a costituire "Vier", esordio del quartetto per InsideOut Music. A grandi linee si potrebbe dire che "Guedra" vive della luce riflessa dei nomi sopraccitati ("A New Pyramid" trasuda Yes da ogni poro, così come "Patience" ha più di un debito nei confronti dei Beatles e dei Pink Floyd), "The Golden Arc" tributa i "classici moderni" - da Debussy a Nyman - strizzando l'occhio al prog sinfonico più jazzato ("Turn The World Off" non avrebbe sfigurato in "Works" degli ELP), "Vibrational" è spacey che di più non si può (le sonorità ayreoniane di "Mysteries, Not Answers" non me le aspettavo) e la conclusiva "Anunnaki" vive di sperimentazioni più o meno riuscite che vanno dalla crimsonica "Lord Wind" all'orientaleggiante "Hissing The Wave Of The Dragon".

Si toccano vette molto alte - penso a "The Golden Arc" nel suo complesso o all'ipnotica "Enter The Center" - ma manca quella fluidità (tipica delle suite di una volta) che faciliterebbe l'ascolto - "Altars Of The Gods" è sconnessa tanto quanto "Patterns Of Light", di matrice post-punk, ed "Everything's Falling Apart", dai connotati dark.

Per quanto mi riguarda, alla fine "Vier" è un lavoro interessante. Avrebbe potuto essere un capolavoro, ma per i motivi di cui sopra non mi viene da dare più di un 7.

Recensione a cura di Gabriele Marangoni

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 26 gen 2018 alle 10:49

azz, è tragico toppare il finale di una recensione :D

Inserito il 25 gen 2018 alle 20:17

In realtà è uin capolavoro proprio per i motivi di cui sopra :-)

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